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A sei anni dalla morte Roberto Bolano diventa scrittore di culto

di Elisabetta Stefanelli
Scrive lui: ''Questo nuovo essere di pelo lungo e' un bastone tra le ruote. Mi sta sempre intorno e mi segue da tutte la parti''. Scrive lei: ''Parla molto poco. Forse perche' e' poco interessante, e magari lo sa pure, e cerca di nasconderlo. E' un peccato che la pensi cosi' perche' l'intelligenza non vale niente: e' nel cuore che sta il valore''. Il fatto e' che lui e lei sono Lui e Lei, ovvero Adamo ed Eva, il primo uomo e la prima donna per la prima volta insieme nel Giardino dell'Eden (che per l'occasione e' vicino alle cascate del Niagara) e da allora tutto sara' per sempre uguale. Per questo 'Il diario di Adamo ed Eva', il libricino dimenticato di un grande scrittore come Mark Twain, e' veramente una riscoperta esilarante.
Il libro - nella traduzione di Romana Petri - era stato scritto da Twain tra il 1883 e il 1884, ma visto il contenuto decisamente eretico non ha avuto una grande fortuna editoriale.
Twain, infatti, aveva apertamente dichiarato che, pur credendo in Dio, non credeva nelle scritture e nella Bibbia e qui lo dimostra mettendo in barzelletta non solo la vicenda dei due progenitori della specie ma di tutta la Creazione. Adamo e' spesso spinto alla fuga perche' non sopporta quell'essere di cui non capisce l'origine e che lo tormenta, ma poi quando ''butta acqua dagli occhi'' lo convince sempre a tornare indietro.
Soprattutto, di Eva, non sopporta le domande. ''Si occupa delle cose piu' stupide: per esempio scoprire perche' gli animali chiamati leoni e tigri vivono di erba e fiori quando, secondo quanto dice, il tipo di denti che hanno indica che dovrebbero mangiarsi l'uno con l'altro''. Ma la morte non e' ancora entrata nel giardino, anche se presto arriva il serpente e Adamo e' felice di questa novita', perche' il serpente parla e lei puo' fare conversazione anche con qualcun altro.
Lei capisce subito che con le pelli delle tigri potrebbe farci ''un abito molto grazioso'', e vorrebbe catturare le stelle che insegue la notte senza mai raggiungerle. Non lo ama per la galanteria, non lo ama per la cultura, non lo ama per la sua ingegnosita', ne' per le maniere gentili. ''Allora perche' lo amo?'', si chiede. ''Semplicemente perche' e' maschio''.
Credo''. Ma poi quarant'anni dopo, e dopo aver messo al mondo Caino e Abele che non si capisce bene cosa sono, Eva vuole morire per prima perche' lui e' forte e lei debole e non gli e' indispensabile. ''Io sono la prima sposa e le incarnero' tutte'', dice. Tanto che quando morira' Adamo scrivera' sulla sua tomba: ''Ovunque lei sia stata, QUELLO era l'Eden''.
A sei anni dalla morte Roberto Bolano diventa scrittore di culto
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