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La copertina del libro 'Ma le donne no'

'Ma le donne no'

di Caterina Soffici

di Alessandra Magliaro

Meno pagate, meno riconosciute quale che sia la professione, degradate da pubblicita' e modelli mediatici che mettono in evidenza solo corpo e bellezza, le donne italiane nel 2010 vivono nel paese piu' maschilista d'Europa, hanno molti diritti e quel che e' peggio nessuna consapevolezza di averli ne' tantomeno di ricorrervi quando si accorgono di essere violate.

Le 200 pagine di Ma le donne no di Caterina Soffici sono amare, rabbiose, difficili da leggere per intero specie se si e' donna, senza scampo. L'autrice, che gia' nella dedica a marito e figli maschi mette una sua impronta forte (''senza di loro questo libro sarebbe uscito almeno un anno prima''), traccia un bilancio che piu' impietoso non si potrebbe della condizione femminile italiana contemporanea, non solo perche' alle storie italiane mette vicino quel che accade nel resto d'Europa e in America, dove violazioni dei diritti e razzismo di genere ci sono ma provocano reazioni tali da lasciare il segno.

La Soffici aveva cominciato con i ritagli di giornale, 10 anni di storie di donne italiane dalle quali emergeva o l'immagine vincente di donna-velina oppure storie di donne che non lavorano, non fanno piu' figli, non fanno carriera, donne precarie senza tutela per la maternita'. La domanda all'inizio e alla fine del libro e' la stessa: perche' le donne italiane non reagiscono? Ed e' la piu' dolorosa: donne che piuttosto che denunciare il mobbing sessista in azienda si licenziano, donne che si sfogano alla macchinetta del caffe' anziche' andare al tribunale del lavoro o piangono come fece l'ex ministro delle Pari opportunita' Stefania Prestigiacomo quando la sua proposta (light, 1 su 4) sulle quote rosa nelle liste elettorali ottenne una bocciatura sonora e bipartisan.

Di tutta l'analisi, spietata, lucida, implacabile dell'autrice quello che piu' colpisce, perche' e' il piu' vero, e' proprio il racconto della rassegnazione: le donne italiane sono convinte di essere libere e cittadine di serie A, ma nei fatti non e' vero e il cammino per la parita' che ha portato a leggi di tutela, contro le discriminazioni e per le pari opportunita', si e' interrotto. Non per fermata improvvisa ma per un rallentamento impercettibile, un intorpidimento anno dopo anno di cui nessuno si e' accorto fino a un paio di anni fa, ossia finche' non e' stato troppo tardi. Le donne dopo gli anni '70 si sono ritirate ordinatamente e in silenzio, sono diventate autoindulgenti, hanno perso la propria autostima e - e' la cosa piu' dolorosa - hanno smesso di chiedere come se reagire, scrive la Soffici, fosse stato poco educato. Le leggi non sono applicate o vengono violate e le donne stanno zitte: le azioni legali clamorose o simboliche come quella della nonnina dell'Alabama Lilly Ledbetter contro la Goodyear o di Betty Dukes contro il colosso Wal Mart non esistono in Italia.

Poi un anno fa una svolta: le donne hanno ritrovato la voce.

E' stato poco prima delle Europee: quando una politologa, la professoressa Sofia Ventura di FareFuturo per prima si e' scagliata contro le veline in lista elettorale alle europee. E subito dopo quando una moglie tradita, Veronica Lario, ha parlato di 'ciarpame senza pudore'. Non solo: quando Berlusconi ha detto a Rosy Bindi che lei era piu' bella che intelligente (8 ottobre 2009) 100 mila donne hanno risposto all'appello contro le offese. Le pagini piu' critiche sono quelle dedicate alla politica: alla proto velina Flavia Vento, alla vincente Mara Carfagna, oggi ministro ed ex valletta della Domenica del villaggio, alla starlette Barbara Matera, parlamentare europea dopo il casting a Via dell'umilta' insieme a 30 signorine tutte giovani e belle, al vuoto pneumatico di Marianna Madia.

Alla fine, conclude, e' solo una questione di liberta': poter scegliere come vivere la propria vita, avere diritti e leggi che li tutelano. Senza alcuna pretesa scientifica, Caterina Soffici lancia cinque proposte che definisce modeste ma che modeste non sono. Una legge sulle quote innanzitutto; un'altra sul part time, un'altra sulla paternita', una con il divieto di immagini sessiste, in pubblicita', televisione e in tutti i media e la quinta l'ergastolo senza possibilita' di attenuanti per chi commette stupro. Chiudete gli occhi, conclude Caterina Soffici, e pensate a come sarebbe tra dieci anni l'Italia se le cinque proposte fossero realta'.

Casi editoriali

  1. "2666"

    A sei anni dalla morte Roberto Bolano diventa scrittore di culto

  2. "The Father"

    Venduto in quattro Paesi e diritti film

  3. "Il suggeritore"

    182mila copie in 9 mesi per noir di Carrisi

Autori

  • Paulo Coelho

    Fra gli autori piu' conosciuti della letteratura mondiale, e' nato a Rio de Janeiro nel 1947. Le sue opere, pubblicate in piu' di 160 paesi, sono tradotte in settantuno lingue
  • Mark Twain

    E' considerato una fra le maggiori celebrita' americane del suo tempo
  • John Freeman

    Scrittore e critico letterario, ha pubblicato per The New York Times, Los Angeles Times, The Guardian e Wall Street Journal.
  • Elio Lannutti

    Giornalista e presidente dell'Adusbef dal 1987, attualmente e' senatore dell'Italia dei Valori
  • Sveva Casati Modignani

    Questo nome e' lo pseudonimo di Bice Cairati e Nullo Cantaroni, moglie e marito
  • Tiziano Scarpa

    Nato a Venezia nel 1963. Ha scritto, tra l'altro, Occhi sulla graticola, Amore, Venezia e' un pesce
  • Manlio Cancogni

    Nel dopoguerra si e' dedicato al giornalismo ed e' stato inviato speciale dell'Europeo e dell'Espresso
  • Antonio Pennacchi

    Il 'fasciocomunista' ha vinto con 133 voti il Premio Strega 2010 con 'Canale Mussolini'
  • Claudio G.Segre'

    Studioso del fascismo italiano, ha pubblicato anche 'L'Italia in Libia' e un volume di memorie
  • Olivia Lichtenstein

    E' nata e vive a Londra, ha anche lavorato come regista di serie televisive e ha prodotto alcune commedie teatrali
  • Nino Treusch

    Nato a Colonia nel 1966, vive da quattro anni a Miami. Ha trascorso parte dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia dove si e' laureato alla Bocconi di Milano
  • Luigi Politano e Luca Ferrara

    Luigi Politano dirige il portale rivista online.com, mentre Luca Ferrara ha illustrato il libro ''Da Arkham Alle Stelle'' e ''Don Peppe Diana. Per amore del mio popolo''
  • Alberto De Martini

    Ha scritto libri sulla pubblicita', gestisce un'enoteca sul web, ha aperto un ristorante di successo e scritto canzoni per Mina.
  • Valentina Pattavina

  • Federica Sciarelli

    Giornalista del Tg3, conduce dal 2004 la popolare trasmissione 'Chi l'ha visto?'