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L'influenza diventa prevedibile

Un modello indica come sarà

27 febbraio, 10:15
Il virus dell'influenza del tipo A H3N2, sui cui dati è stato elaborato il modello che prevede l'andamento dell'influenza stagionale (fonte: CDC) Il virus dell'influenza del tipo A H3N2, sui cui dati è stato elaborato il modello che prevede l'andamento dell'influenza stagionale (fonte: CDC)

Potrebbe non essere più necessaria la 'corsa' al nuovo vaccino contro l'influenza stagionale, dovuta al mix di virus che si riassembla in modo diverso ad ogni inverno. La soluzione potrebbe essere nel modello matematico descritto sulla rivista Nature e messo a punto, fra l'università tedesca di Colonia e l'americana Columbia University di New York, dai fisici teorici Michael Laessig e Marta Luksza.

Negli ultimi anni è diventato sempre più chiaro che l'evoluzione dei virus dell'influenza è un processo molto complesso, nel quale ceppi diversi entrano in competizione fra loro in una corsa dagli esiti finora imprevedibili. Il modello pubblicato su Nature è il primo a prevedere l'evoluzione dei virus responsabili dell'influenza stagionale da un anno all'altro, permettendo in questo modo di pianificare il vaccino in modo più mirato.

Il punto di partenza per sviluppare il modello matematico è stato il comportamento uno dei protagonisti 'più noti' dell'influenza stagionale, il virus del tipo A H3N2, che sta circolando dal 1968 e del quale sono state raccolte migliaia di sequenza. Sulla base di questa grande quantità di dati i ricercatori hanno messo a punto il modello che permette di prevedere l'evoluzione dei virus influenzali. Hanno analizzato ben 3.944 sequenze genetiche di una delle proteine fondamentali che si trovano sulla superficie del virus, chiamata emoagglutinina. E' una proteina fondamentale per capire il comportamento dei virus in quanto è attraverso essa avviene il primo contatto tra il virus e il sistema immunitario dell'uomo. Le mutazioni che avvengono in questa proteina, spiegano i ricercatori, sono particolarmente importanti perchè sono quelle che aiutano il virus a diffondersi.

Riuscire a prevede fenomeni biologici è una vera sfida, così come accade per quelli fisici, ma il modello elaborato da Luksza and Laessig si avvicina molto a questo obiettivo, osservano i biologi Katia Koelle e David A. Rasmussen, commentando la scoperta nello stesso numero di Nature. Il modello, rilevano, potrebbe diventare utile per determinare quali ceppi di virus contribuiranno all'influenza stagionale. Naturalmente il modello appena presentato è solo il primo passo in quanto si basa su una sola proteina del virus. L'obiettivo definitivo dovrà essere elaborare un modello che consideri l'intero genoma dei virus protagonisti dell'influenza stagionale.

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