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Addio Stivale, l'Italia destinata a cambiare

Il caratteristico profilo della penisola ha i millenni contati...

20 settembre, 18:11
L'Italia illuminata di notte fotografata dalla cupola della stazione spaziale internazionale L'Italia illuminata di notte fotografata dalla cupola della stazione spaziale internazionale

Addio caro Stivale, il caratteristico profilo geografico del Bel Paese ha infatti i millenni contati: l'innalzamento dei mari unito ai movimenti geologici porteranno inevitabilmente a modificare la conformazione dell'Italia. Lo ha spiegato il geologo Kurt Lambeck, vincitore del Premio Balzan 2012 e ospite all'Accademia Nazionale dei Lincei.

"Le linee di costa - ha spiegato Lambeck - dell'Italia, come di tutte le altre terre emerse, sono destinate a cambiare. E' impossibile fare previsioni temporali ma è evidente che alcune zone del Nord Italia sono destinate ad essere sommerse mentre alcune zone del Sud ad emergere ulteriormente".
Si tratta di movimenti lentissimi che non si osservano in pochi anni ma che basta tornare indietro di pochi millenni e appaiono in tutta la loro evidenza. "Basti osservare - ha proseguito Lambeck - alcune costruzioni romane, realizzante prevalentemente per la pesca, che oggi si trovano sotto il livello del mare oppure al ponte di terra che univa Sicilia e Calabria appena 20.000 anni fa".

Il cambiamento dello Stivale non sarà però dovuto solo all'innalzamento dei mari ma anche a fenomeni geologici che possono avere un andamento opposto. Ospite a Roma nell'ambito di una collaborazione tra l'Accademia dei Lincei e la Fondazione Balzan, Lambeck ha ricevuto il premio per le scienza della terra in particolare per i contributi dati dal geologo olandese per la comprensione degli meccanismi dell'innalzamento dei mari e le conseguenze climatiche.

"Non è necessario creare allarmismi ingiustificati -ha concluso Lambeck - ma bisogna avere maggiore coscienza dei cambiamenti climatici in atto. Ciò che sta avvenendo sembrerebbe essere una 'novità' e dobbiamo esserne tutti più consapevoli, politici, ricercatori e cittadini, e cercare di capire quali decisioni vadano prese".

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