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Lo 'spuntino' del buco nero

Potrà accadere entro l'anno nella nostra galassia

04 aprile, 16:45
Il buco nero della galassia NGC 4845 'divora' un oggetto 30 volte più grande di lui (fonte: ESA) Il buco nero della galassia NGC 4845 'divora' un oggetto 30 volte più grande di lui (fonte: ESA)

Niente di meglio che fare un veloce spuntino dopo essersi svegliati: questa buona abitudine vale anche per il buco nero della galassia NGC 4845, sorpreso a ingurgitare un oggetto celeste 30 volte più grande di Giove appena dopo essersi risvegliato da un sonno lungo decenni.
Questa 'colazione' spaziale, avvenuta a 47 milioni di anni luce da noi, è stata osservata dal satellite Integral dell'Agenzia spaziale europea (Esa), così come dai telescopi spaziali Swift della Nasa, XMM-Newton dell'Esa e Maxi (Monitor of All-sky X-ray Image) dell'Agenzia spaziale giapponese Jaxa.

La scoperta è avvenuta per puro caso: gli astronomi stavano infatti osservando un'altra galassia, quando si sono invece accorti di un getto di raggi X provenienti da un'altra zona del quadrante che stavano studiando.
''L'osservazione era del tutto inattesa da una galassia che era quiescente da almeno 20 o 30 anni'', afferma Marek Nikolajuk, il ricercatore polacco dell'università di Bialystok che ha descritto per la prima volta il fenomeno sulla rivista Astronomy & Astrophysics.

Analizzando le caratteristiche di questi raggi X, gli astronomi hanno capito che erano stati emessi da un alone di materiale intorno al buco nero della galassia NGC 4845, impegnato a ingurgitare un oggetto dotato di una massa pari a 14-30 volte quella di Giove.
Viste le dimensioni, poteva trattarsi di una nana bruna, un oggetto non abbastanza grosso per dare vita alla fusione dell'idrogeno al suo interno e 'bruciare' come una vera stella. I ricercatori non escludono però che questo corpo celeste abbia avuto una massa ancora più piccola: potrebbe quindi entrare anche nella categoria dei pianeti gassosi giganti.

Il buco nero al centro della galassia NGC 4845 dovrebbe avere una massa pari a 300.000 volte quella del Sole. Proprio come un gatto col topo, sembrerebbe anche giocherellare con il suo 'spuntino': ci sarebbe infatti un ritardo di 2-3 mesi tra la distruzione del corpo celeste e il surriscaldamento dei detriti nei pressi del buco nero.
Questo spettacolo per gli astronomi potrebbe rappresentare solo un 'riscaldamento' in previsione di un altro evento del tutto simile che entro quest'anno dovrebbe coinvolgere il buco nero supermassivo posto al centro della nostra Via Lattea. Sul menù, questa volta, non ci sono pianeti o nane brune, ma solo una nube di gas.

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