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De Bernardis, una mappa dell'universo senza precedenti

E' come riconoscere gli affluenti alla foce di un fiume

21 marzo, 14:54
Il confronto fra la mappa dell'universo ottenuta dal satellite della Nasa WMap e quella aggiornata del satellite europeo Planck (fonte: ESA e Planck Collaboration; NASA / WMAP Science Team)     Il confronto fra la mappa dell'universo ottenuta dal satellite della Nasa WMap e quella aggiornata del satellite europeo Planck (fonte: ESA e Planck Collaboration; NASA / WMAP Science Team)

Le mappe dell'universo neonato realizzate dal satellite europeo Planck permettono di stabilire "per la prima volta esattamente quanta radiazione proviene dalla nostra galassia, quanta dall'universo extragalattico, quanta dall'universo primordiale", rileva Paolo de Bernardis, responsabile delle attività del satellite Planck presso l'università Sapienza di Roma. "E' un po' come analizzare le acque alla foce di un grande fiume – prosegue de Bernardis - e farlo talmente bene da poter risalire precisamente ai contributi di ciascuno dei suoi affluenti".

I risultati, presentati a Parigi, vengono illustrati anche a Roma dal gruppo di ricerca coordinato da Bernardis presso il dipartimento di Fisica della Sapienza.
Planck ha misurato le microonde provenienti dal cosmo, come 13 anni fa aveva fatto l'esperimento Boomerang diretto dallo stesso De Bernardis, e 10 anni fa dal satellite della Nasa Wmap. A fornire il ritratto più nuovo e dettagliato dell'universo bambino è adesso il satellite europeo Planck, realizzato con un'importante partecipazione italiana, finanziato in parte da Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e costruito da un gruppo di aziende coordinato dalla Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica). A realizzare la strumentazione avanzatissima ha partecipato anche il Dipartimento di Fisica della Sapienza.

Planck ha osservato l'universo contemporaneamente in 9 frequenze diverse (da 30 GHz a 860 GHz), con grande nitidezza. Ciò, rileva la Sapienza, ha permesso di separare per la prima volta e con grande affidabilità le diverse emissioni prodotte dal sistema solare, della nostra galassia, e dalle altre strutture cosmiche, dalle emissioni prodotte nell'universo primordiale. Il risultato di questo procedimento é un insieme di mappe, ciascuna riguardante un'emissione di natura diversa, descritte dettagliatamente in 30 articoli scientifici.

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