Lavoratori in lacrime, e ora?
Istituzioni mobilitate, struttura non deve morire
08 marzo, 16:10
Almeno per ora, il rogo della Citta' della Scienza ha bruciato tutte le loro speranze per il futuro. I 160 dipendenti della struttura si sono ritrovati oggi davanti alle macerie fumanti del museo interattivo, e molti sono scoppiati in lacrime. Da quasi un anno denunciavano ritardi e difficolta' nell'erogazione degli stipendi, ma l'incendio di ieri assomiglia a una pietra tombale. Accanto a loro e alla possibile rinascita dello ''science center'' si stringe pero' la rete delle istituzioni: il governatore Stefano Caldoro insiste sull'esigenza di risposte immediate e concrete, e infatti gia' domani si riunita' la Cabina di regia per la concessione degli ammortizzatori sociali ai dipendenti del museo.
Piu' complicata la situazione dei lavoratori dell'indotto, un centinaio, impegnati in particolare in attivita' di pulizia, ristorazione, manutenzione e grafica. Sono increduli e sconcertati, cosi' come tutto il quartiere di Bagnoli che considerava Citta' della Scienza un avamposto della possibile rinascita, dopo la fine dell'era industriale dell'Italsider. La speranza e' legata ora all'impegno istituzionale che vede in campo l'Ue, il Governo, le istituzioni locali con Caldoro che da Bruxelles coordina i primi contatti. In prefettura, nel pomeriggio, si riunisce un'unita' di crisi. La parola d'ordine e' una sola: Citta' della Scienza non deve morire. I nodi da sciogliere, naturalmente, non sono pochi.
Questioni tecniche, progettuali, la reperibilita' dei fondi. ''Si tratta di un eccezionale patrimonio del Paese che deve tornare a vedere la luce, più bello e moderno di prima'', assicura il ministro dell'Istruzione e della Ricerca, Francesco Profumo. "Ripartiamo in fretta'', si impegna Guido Trombetti, assessore all'Innovazione della Regione Campania. Ripartire, spiega, dal progetto Corporea, il museo virtuale del corpo umano di Città della Scienza per il quale sono stanziati fondi regionali. Il sindaco de Magistris invoca, per questa e per le altre emergenze napoletane, una sorta di piano Marshall. "La Commissione Ue è pronta a valutare il cofinanziamento per la ricostruzione", annuncia il commissario per le Politiche regionali Johannes Hahn.
Il Miur ha già individuato un capitolo di spesa, a valere sul Fondo integrativo speciale per la ricerca (Fisr). Il ministro per la Coesione, Barca, e il governatore Caldoro, "raccolta l'importante disponibilità del commissario Ue alla Politica regionale, Johannes Hahn, stanno valutando alla luce delle stime del danno la riprogrammazione di risorse economiche inserite nel Piano d'Azione e Coesione o nel Fondo Sviluppo e Coesione". L'obiettivo comune è "far ripartire il prima possibile il polo scientifico, dando certezza agli investimenti necessari, celerità agli interventi e garantendo continuità per le lavoratrici e i lavoratori". Dall'assessore alla Cultura del Comune, Antonella Di Nocera, un altro annuncio: non si ferma la programmazione del teatro Le Nuvole, unico padiglione del complesso di Bagnoli risparmiato dalle fiamme. Sabato prossimo ospitera' uno spettacolo, nel bel mezzo dell'area distrutta. "A fronte dell'assoluta devastazione che da' un senso di strage - ha sottolineato - lo spettacolo si farà". Intanto la Fondazione Idis lancia una raccolta fondi: chi intenda contribuire trovera' le coordinate sul sito www.cittadellascienza.it.







