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La prima 'ecografia' del mantello terrestre

Ottenuta dal ronzio della Terra

23 novembre, 09:54
Schema delle zone più interne della Terra (fonte: Australian National University) Schema delle zone più interne della Terra (fonte: Australian National University)

E' stata ottenuta la prima ecografia della Terra, che ha permesso di osservare il mantello terrestre fino alla profondità di 660 chilometri. Sono state utilizzate come sonde le onde generate dal 'ronzio' del pianeta, ossia prodotte da fenomeni come pioggia, vento e tempeste oceaniche.
Il risultato, pubblicato sulla rivista Science, si deve al gruppo coordinato dall'italiano Piero Poli, che lavora nell'università francese di Grenoble e presso il Consiglio delle ricerche francese (Cnrs).

Osservando il modo in cui si propagano nel pianeta le onde sismiche prodotte dal ronzio terrestre ha permesso di ottenere una mappa ad alta risoluzione della cosiddetta zona di transizione che separa il mantello superiore da quello inferiore, una fascia compresa fra 410 e 660 chilometri di profondità.

''La zona di transizione - rileva Poli - gioca un ruolo fondamentale nella dinamica del mantello e conoscere dettagliatamente la sua struttura può permettere fondamentali avanzamenti nella conoscenza del nostro pianeta''.

Per il ricercatore è un risultato ''incredibile'', che apre una nuova frontiera nello studio della Terra, senza la necessità di utilizzare sorgenti di energia, come lo sono i terremoti''.
Con questa tecnica, infatti, è possibile ricostruire la mappa delle profondità terrestri nello stesso modo in cui i sismologi usando le onde sismiche generate dai terremoti. Con la differenza che questa tecnica può essere utilizzata, spiega Poli, ''anche in zone dove studiare la Terra profonda è difficile per la mancanza di terremoti che possono fornire una grande energia in grado di produrre onde che possono viaggiare fino a grandi profondità''.

La superficie terrestre è continuamente bombardata da eventi che generano onde sismiche, come variazioni nella pressione atmosferica, onde oceaniche, pioggia, vento e attività umane. Il modo si propagano le onde generate da questi fenomeni dà informazioni sulle strutture che incontrano.

Per rivelare le onde generate dal rumore terrestre, i ricercatori hanno utilizzato 42 stazioni di registrazione poste nel Nord della Finlandia e, utilizzando una tecnica matematica chiamata 'correlazione', hanno acquisito le informazioni sulla loro propagazione.
Questo metodo era stato applicato per la prima volta nel 2003 ma, osserva Poli, ''fino al nostro lavoro la tecnica è stata usata solo per osservare onde con propagazione nella parte superficiale della Terra a profondità non maggiori di 100 chilometri. Nella nostra ricerca - conclude - dimostriamo per la prima volta la possibilità di osservare anche onde che si propagano nella Terra profonda fino a 660 chilometri''.

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