Percorso:ANSA > Scienza&Tecnica > Il pianeta più simile alla Terra mai scoperto

Il pianeta più simile alla Terra mai scoperto

Ruota intorno ad una stella simile al Sole ed è nella zona abitabile

09 novembre, 14:07
Rappresentazione grafica di una super-Terra (fonte: NASA/JPL-Caltech) Rappresentazione grafica di una super-Terra (fonte: NASA/JPL-Caltech)

Attorno ad una stella molto simile al Sole ruota un pianeta simile alla Terra. E' sette volte più grande del nostro pianeta e per questo viene definito una super-Terra, ma fra tutti i pianeti di questi tipo finora scoperti è sicuramente il più simile alla Terra.

Descritta online sul sito scientifico Arxiv e in via di pubblicazione sulla rivista Astronomy & Astrophysics, la Super-Terra, la super-Terra si trova nel pieno della zona abitabile, ossia e' ad una distanza tale dalla sua stella da poter avere acqua allo stato liquido. Cio' significa che potrebbe potenzialmente ospitare forme di vita. Ha inoltre un'atmosfera stabile e un alternarsi di giorno e notte simile a quello della Terra.

Ruota attorno ad una stella distante appena 42 anni luce, chiamata HD 40307. E' una stella molto simile al Sole, ma appena piu' piccola e meno luminosa, attorno alla quale si ritiene che ruotino altri cinque pianeti. Tre di questi sono super-Terre, ma sono troppo vicini alla stella per poter ospitare vita.

A individuare il nuovo pianeta esterno al Sistema Solare e' stato il gruppo internazionale coordinato da Mikko Tuomi, dell'universita' britannica dell'Hertfordshire, e da Guillem Anglada-Escude', dell'universita' tedesca di Gottinga. I ricercatori hanno utilizzato un software in grado di elaborare i segnali, spesso debolissimi, delle alterazioni provocate nella stella dal movimento dei pianeti che orbitano attorno ad essa. Queste informazioni sono state poi combinate con i dati dello spettrografo harps, dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso).

''La buona notizia e' che questo pianeta e' il piu' simile alla Terra finora scoperto'', ha commentato l'astronomo Raffaele Gratton, dell'osservatorio di padova dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). ''La cattiva notizia - aggiunge - e' che, come riconoscono gli stessi autori della ricerca, la scoperta dovra' essere confermata da ulteriori dati. Poiche' quello che si vede e' l'effetto prodotto sulla stella dalla presenza del pianeta, quando i pianeti cominciano ad essere numerosi e' molto difficile riuscire a riconoscere e a distinguere con sicurezza tutti i singoli contributi''.

© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati