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Gli oceani più caldi cambiano la geografia del plancton

Non è chiaro quale sarà l’impatto sull’ambiente

10 febbraio, 13:56
Immagine al microscopio elettronico di una comunità di microrganismi prelevati alla profondità di 250 metri nel Mar dei Sargassi (fonte: Yanlin Zhao, Oregon State University) Immagine al microscopio elettronico di una comunità di microrganismi prelevati alla profondità di 250 metri nel Mar dei Sargassi (fonte: Yanlin Zhao, Oregon State University)

Il riscaldamento degli oceani sta facendo spostare il plancton in aree diverse rispetto a quelle dove queste colonie di microrganismi vivono abitualmente, ma l'impatto a lungo temine sull'ambiente non è ancora chiaro.  E' quanto emerga dalla ricerca pubblicata su Science dai microbiologi americani Stephen Giovannoni e Kevin Vergin, entrambi della Oregon State University. E’ noto che le colonie di plancton che popolano gli oceani assimilano grandi quantità di anidride carbonica e si deve ad esse quasi la metà dei processi di fotosintesi che avvengono nel mondo si deve al plancton:  per questo la posta in gioco legata ai cambiamenti nella vita di questi microrganismi  è "enorme", sottolineano i ricercatori. Gli stessi studiosi affermano comunque che ‘’non è ancora chiaro se questi processi, faranno aumentare ulteriormente il riscaldamento globale o se contribuiranno a diminuirlo’’.
   Il monitoraggio degli oceani, rilevano, è "inadeguato e la mancanza di un accordo su come valutare la diversità microbicà rende difficile, attualmente ,una valutazione, su come e quanto lo spostamento delle colonie in atto potrà incidere sull'ambiente.
   ‘’Solo ora stiamo cominciando a comprendere la diversità microbica negli oceani e che cosa questa può significare per l'ambiente", osserva Giovannoni.
    Con il riscaldamento degli oceani gli strati d'acqua si mescolano di meno e questo fenomeno influenza il comportamento del plancton. Per esempio, aggiunge, si ritiene che ‘’si potrebbe ridurre la produttività complessiva degli oceani, ma le comunità di microrganismi che popolano i mari si conoscono così poco che è difficile fare previsioni". Per ridurre tale incertezza, i ricercatori sottolineano l'importanza di intensificare gli studi in questo settore, mettendo a punto nuove tecnologie che permettano di raccogliere costantemente dati sul comportamento dei microrganismi marini.

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