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Neutrini: ok test, 'piu' veloci della luce'

Superata nuova prova. Eliminata ogni possibile fonte di errore

18 novembre, 17:44
Particolare dei rivelatori di Opera (fonte: collaborazione internazionale Opera) Particolare dei rivelatori di Opera (fonte: collaborazione internazionale Opera)

I neutrini ‘’piu’ veloci della luce’’ hanno superato un altro test molto importante, al punto che adesso ogni possibile fonte di errore nelle misure e’ stata eliminata: sono dati sicuri e di altissima precisione, ma non sono ancora la conferma definitiva del fenomeno osservato nel settembre scorso, che potra’ arrivare soltanto da test indipendenti, condotti da altri gruppi di ricerca nel resto del mondo.
‘’E’ un altro passo in avanti, ma la vera conferma deve ancora arrivare’’, ha detto il fisico Antonio Ereditato, coordinatore di Opera. ‘’Anche questo risultato – ci tiene a precisare – arriva da uno sforzo collettivo di Opera e dalla forte collaborazione con il Cern’’. Per il presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Fernando Ferroni, quella ottenuta con i nuovi test + ‘’una misura così delicata che ha profonde implicazioni per la fisica, richiede un eccezionale livello di approfondimento’’. Il risultato positivo dei test, ha aggiunto, ‘’ci rende più fiduciosi sulle misure, anche se la parola decisiva può essere detta solo dalla realizzazione di esperimenti analoghi in qualche altra parte del mondo’’.
Anche le nuove misure, pubblicate sul sito ArXiv, sono state condotte dalla collaborazione internazionale Opera, coordinata da Antonio Ereditato, nell’ambito dell’esperimento Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso). Anche questa volta i neutrini analizzati sono stati quelli inviati dal Cern di Ginevra ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Tuttavia questa volta a percorrere i 730 chilometri che separano il Cern dal Gran Sasso non sono stati grandi ‘’pacchi’’di neutrini, ma ‘’pacchetti’’ notevolmente piu’ piccoli, ossia molto più brevi nel tempo e distanziati: sono lunghi solo 3 nanosecondi e spaziati gli uni dagli altri di 524 nanosecondi. Sono quindi molto piu’ stretti e separati rispetto a quelli della misura annunciata a settembre: in quel caso i fasci duravano 10.500 nanosecondi e erano distanziati da 50 milioni di nanosecondi. Gli eventi sui quali si basano le nuove misure sono anche molto pochi, 20 in tutto, ma la loro analisi e’ tuttavia estremamente significativa perche’ questa volta e’ stato possibile analizzarli uno ad uno. Le nuove misure, che hanno confermato il dato di settembre secondo il quale i neutrini sono di 60 nanosecondi piu’ veloci della luce, hanno permesso quindi di raggiungere un grandissimo livello di dettaglio e, soprattutto rispondono alle obiezioni finora sollevate all’interno della comunita’ scientifica. In pratica, tutte le possibili fonti di errore sono state eliminate, ma ancora manca la conferma definitiva. Questa, secondo gli esperti, potra’ arrivare soltanto da esperimenti condotti in modo indipendente da altri gruppi di ricerca. I riflettori sono puntati soprattutto sui test analoghi in preparazione presso il Fermilab di Batavia (Chicago), che 'spara' un fascio di neutrini verso i rivelatori dell’esperimento Minos, distanti 730 chilometri. Nel frattempo la collaborazione Opera continuera’ a lavorare e per il 2012 prevede di utilizzare un nuovo rivelatore del Cern.

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