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Baby universo ricco di buchi neri giganteschi

Massa milioni di volte superiore a quella del Sole

16 giugno, 19:05
Interpretazione artistica di un buco nero gigante nel baby universo (fonte: NASA/CXC/A.Hobart) Interpretazione artistica di un buco nero gigante nel baby universo (fonte: NASA/CXC/A.Hobart)
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Il baby universo era ricco di mostruosi e voraci buchi neri, che erano giganteschi e crescevano a ritmi velocissimi nelle giovani galassie. La scoperta, pubblicata su Nature e annunciata dalla Nasa, è frutto di una ricerca coordinata dall'università delle Hawaii e basata su immagini e dati inviati a Terra dal telescopio spaziale americano Chandra.

I buchi neri nati all'alba dell'universo hanno una massa milioni di volte superiore a quella del Sole ed ora si nascondono al centro di galassie lontanissime, coperti da una spessa coltre di gas e polveri. Questi 'mostri cosmici', secondo gli esperti, sarebbero molto più comuni di quanto ritenuto finora: sarebbero presenti in un grande numero di galassie lontane, compreso fra il 30% e il 100% delle galassie distanti circa 13 miliardi di anni luce dalla Terra.

''Finora non avevamo idea che cosa ci potessero fare dei buchi neri all'interno di galassie così antiche, e non pensavamo nemmeno che esistessero'', ha rilevato il coordinatore della ricerca, Ezequiel Treister. Per il cosmologo Priyamvada Natarajan dell'università di Yale, ''questa scoperta ci dice che già 700-800 milioni di anni dopo il Big Bang esistevano i primi buchi neri e che questi erano giganteschi''. I super buchi neri sembrano essere in una sorta di simbiosi con la loro galassia: un fenomeno che finora non si riteneva possibile per le galassie così antiche. ''La scoperta ci dice che la simbiosi fra i buchi neri e le galassie, osservata finora solo nelle galassie più vicine, esiste sin dall'alba dell'universo'', ha spiegato uno degli autori dello studio, l'astronomo Kevin Schawinski, dell'università di Yale. Per scovare i super buchi neri, scoperti anche con il contributo dell'italiana Marta Volonteri, dell'università del Michigan, i ricercatori si sono concentrati sui segnali ai raggi X emessi da 200 galassie molto distanti e rilevati dal telescopio Chandra. Queste emissioni ad altissime energie avvengono quando la materia attratta dal buco nero collide con le particelle di materia circostante e sono le uniche, spiegano gli autori, che riescono a passare attraverso la coltre di nubi di polveri e gas molto dense che avvolgono i buchi neri e trattengono gran parte delle altre emissioni. Segnali di questo tipo, secondo gli esperti, sono la spia che questi oggetti sono davvero enormi.

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