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Stamina: tribunale, ok cure per bimbo 3 anni

Lorenzin, Vannoni pubblichi metodo. Nuovo comitato di esperti entro prossima settimana

12 dicembre, 18:54
Una manifestazione pro stamina in una foto di archivio
Una manifestazione pro stamina in una foto di archivio
Stamina: tribunale, ok cure per bimbo 3 anni

Il tribunale collegiale di Pesaro ha accolto il reclamo presentato dalla famiglia di Federico, il bimbo di 3 anni affetto da un rarissimo morbo che gli sta paralizzando il corpo, per ottenere il proseguimento delle infusioni col metodo Stamina agli Spedali di Brescia.

''Io non posso, perché il ministero è vincolato, ma credo che sarebbe opportuno da parte di Stamina rendere pubblico il metodo''. Così Beatrice Lorenzin dopo l'appello di Paolo Bianco a pubblicare il metodo per fare chiarezza. ''Ho consultato il nostro ufficio legale ma mi hanno risposto che non è possibile, perché siamo vincolati alla segretezza. Io avrei voluto pubblicare immediatamente tutto. Capisco il senso dell'appello di Bianco perché c'è voglia da parte di tutti di poter sapere di cosa si tratta veramente''.

Due le sentenze di due tribunali del lavoro, L'Aquila e Lamezia Terme, che ieri hanno autorizzato il metodo Stamina per due pazienti. Il giudice del lavoro del tribunale di Lamezia Terme, Antonio Tizzano, ha ordinato all'azienda ospedaliera Spedali Riuniti di Brescia di somministrare le cellule staminali mesenchimali secondo la metodologia Stamina ad una donna della città affetta da sclerosi laterale amiotrofica.

Via libera anche da parte dei giudici dell'Aquila al metodo Stamina per Noemi, la bimba di 18 mesi di Guardiagrele (Chieti), per la quale lo stesso tribunale aveva negato la cura. Il 25 novembre scorso infatti un 'no' al metodo Stamina per Noemi dal giudice del lavoro dell'Aquila; prima altri due esiti negativi dai giudici di Chieti.

'E' bellissimo, e l'ordinanza è definitiva'', ha detto Andrea, il papà di Noemi, che con il suo avvocato aveva presentato reclamo al no del giudice. E il giorno dopo spiega la sentenza: una decisione "senza precedenti", dice Andrea, che obbliga gli Spedali Civili di Brescia all' "l'immediata somministrazione di cellule staminali già presenti nella struttura", quindi da donatori e "niente liste d'attesa", sottolinea Andrea. "Ora - aggiunge - Brescia chiami".

La storia di Noemi comincia da Guardiagrele, cittadina abruzzese di circa 10mila abitanti, in provincia di Chieti. La bimba ha un fratellino, Mattia di 5 anni, non affetto da questa terribile malattia genetica che colpisce soprattutto i bambini e progressivamente atrofizza i muscoli, riducendo via via la cassa toracica e impedendo ai polmoni di espandersi e quindi di respirare.

Il giudice del Lavoro di Lamezia Terme, nella sentenza, rileva che "appare ingiusto, irragionevole e foriero di grave disparità di trattamento, anche ai sensi dell'articolo tre della Costituzione, la negazione dell'accesso al trattamento terapeutico in discorso in ragione non di elementi valutativi di tipo squisitamente scientifico, ma di un mero criterio cronologico, ovvero in ragione dell'esistenza o meno di un provvedimento giurisdizionale siccome già emesso a una certa data".

Nei giorni scorsi il Tar del Lazio aveva sospeso la commissione del ministero della Salute che aveva bocciato il metodo Stamina di Davide Vannoni, perché ''non imparziale'', e lo stesso ministro Lorenzin ha annunciato che una nuova commissione incaricata di esaminare la questione sarà insediata al più presto.

Sul metodo Stamina interviene oggi anche il presidente della Regione Veneto, Zaia: ''Se dovesse arrivare dal Ministro della Salute una richiesta di aiuto, le strutture sanitarie del Veneto si rendono pienamente disponibili ad assicurare il necessario supporto''. Nettamente contraria a Stamina e' la senatrice a vita Elena Cattaneo: ''l' unica sperimentazione attendibile con l'utilizzo di cellule staminali effettuata in Italia, è stata quella per la cura delle cornee sostenuta dall'Università di Modena-Reggio Emilia con l'ospedale San Raffaele di Milano.Il progetto Stamina non ha alcun valore scientifico", ha sottolineato.

Nuovo comitato di esperti entro prossima settimana - Il nuovo comitato scientifico che il ministero della Salute nominerà per la valutazione del metodo Stamina sarà reso noto, secondo quanto si apprende, entro la prossima settimana ed entreranno a farvi parte anche esperti stranieri. L'ordinanza del Tar Lazio con la quale, lo scorso 4 dicembre, i giudici hanno ''sospeso'' la bocciatura del metodo da parte del primo comitato scientifico nominato dal ministero, rileva infatti come sia ''necessario che ai lavori partecipino esperti, eventualmente anche stranieri, che sulla questione non hanno già preso posizione o, se ciò non è possibile essendosi tutti gli esperti già esposti, che siano chiamati in seno al Comitato, in pari misura, anche coloro che si sono espressi in favore di tale metodo''. La sperimentazione del protocollo di Stamina Foundation - che utilizza a fini terapeutici cellule staminali prelevate dal midollo osseo - era stata interrotta dal ministero della Salute con un provvedimento di "presa d'atto" dopo il parere negativo del primo comitato di esperti, lo scorso settembre. Il Tar del Lazio ha però 'sospeso' tale bocciatura proprio sulla base della mancata imparzialità dei componenti del comitato stesso, che avevano già espresso opinioni negative rispetto al metodo Stamina.

Vannoni, uso cellule donatori velocizza lista attesa - Il principio stabilito per la piccola Noemi dal Tribunale dell'Aquila, ovvero quello di poter accedere alla ''immediata somministrazione di cellule staminali già presenti nella struttura" degli Spedali Civili di Brescia, ''è di enorme importanza, poichè potrebbe permettere di velocizzare considerevolmente la lista dei pazienti in attesa di ricevere il metodo Stamina''. A sottolinearlo è il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, dopo che ieri i giudici hanno autorizzato le infusioni di cellule staminali secondo il protocollo Stamina alla bimba abruzzese di 18 mesi affetta da atrofia muscolare spinale. ''Per la prima volta - ha sottolineato Vannoni - i giudici affermano che possono essere utilizzate per un paziente le cellule staminali già disponibili a Brescia, e non solo le cellule prelevate ad esempio da uno dei genitori nel caso di bambini malati. Questo principio potrebbe consentire di velocizzare la lista d'attesa, considerando che sono oltre 150 le persone che attendono l'accesso al metodo Stamina presso gli Spedali Civili di Brescia. Vedremo come reagirà l'ospedale''. In ogni caso, ha affermato, ''applicando questo principio, l'ospedale di Brescia potrebbe riuscire a curare almeno 100 persone in attesa nell'arco di pochi mesi''. Vannoni ha inoltre auspicato che la regione Abruzzo, ''dalla quale sono venute delle aperture, consenta di mettere a disposizione un ospedale dove poter somministrare il protocollo Stamina ai pazienti''. In attesa dell'evolversi della situazione, Vannoni ha comunque confermato il progetto di sottoporre le linee cellulari Stamina alla valutazione di esperti dell'Università di Miami: ''Per dimostrare - ha detto - che le nostre linee cellulari sono sicure''. Riferendosi quindi alla sentenza del Tar Lazio che ha sospeso la bocciature del metodo da parte del primo comitato scientifico nominato dal ministero, ''certamente il fatto che il Tar abbia sancito l'inconsistenza dell'affermazione in merito alla pericolosità del metodo - ha concluso Vannoni - penso abbia avuto un'influenza da un punto di vista morale''.

 

 

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