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Lo stop del ministero alla sperimentazione

Lorenzin: stop perchè metodo pericoloso

10 novembre, 16:56
Il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni Il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni

Stop alla sperimentazione del metodo Stamina che utilizza cellule staminali mesenchimali, ovvero del midollo osseo. La sperimentazione, si legge in un documento di ''presa d'atto'' del ministero della Salute, ''non puo' ulteriormente essere proseguita''.

La decisione di blocco della sperimentazione, si legge nel documento del Ministero è stata presa considerando il parere del Comitato scientifico e quello successivo dell'avvocatura dello Stato. Il parere del Comitato definisce il metodo stamina caratterizzato da "potenziali rischi", "inadeguata descrizione" e "insufficiente definizione del prodotto".

"Purtroppo l'epilogo di questa vicenda non è stato positivo. La sperimentazione del metodo Stamina non può essere proseguita perchè il metodo è pericoloso per la salute dei pazienti" ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, durante la conferenza stampa convocata d'urgenza per illustrare la decisione.

Per sapere se i pazienti attualmente in trattamento a Brescia con il metodo Stamina potranno continuare la terapia, bisognerà attendere il giudizio del Tar della Lombardia.

''Non è il metodo Stamina ad essere pericoloso per i malati, bensi' il ministro Lorenzin e chi sta gestendo così male questa situazione, a fronte di una legge votata dal Parlamento che stabilisce l'avvio della sperimentazione''. E' questo il primo commento del presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, allo stop alla sperimentazione del suo metodo annunciato dal ministro della Salute. Ora ''l'obiettivo - ha detto Vannoni - e' attuare la sperimentazione all'estero, possibilmente in Usa''.

''Questa sperimentazione è stata fin dall'inizio una pantomima e qualunque cosa sia seguita deriva dalla stessa matrice: quindi la conferenza stampa è una pantomima così come la commissione scientifica, tutto a danno di chi invece non vive una pantomima ma la realtà di una malattia incurabile restando senza una terapia alternativa'' commenta Guido De Barros, il papà della piccola Sofia. 

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