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Disabili: da 1 ottobre tagli assistenza domiciliare

Fuori anche chi ha disabilità al 100%, esenti i minori

28 settembre, 13:26

'Siamo costretti a ridurre il pacchetto di assistenza domiciliare ai disabili. Nel suo caso da 30 ore settimanali a 25. La decorrenza è immediata, dal primo ottobre'. Con una telefonata l’assistente sociale del primo Municipio avverte che il Comune di Roma ha deciso i tagli “in base alla deliberazione 355/2012 di Roma Capitale” sulla riorganizzazione dei servizi di assistenza domiciliare per anziani, disabili e minori approvata dalla giunta Alemanno il 21 dicembre dell’anno scorso. Tagli anche nei casi più gravi.

'Mio marito è disabile al 100 per 100, non rivedibile, ha bisogno di tutto 24 ore al giorno, 30 ore a settimana sono già poche, come è possibile?' spiega una cittadina che ha ricevuto la comunicazione telefonica. 'Incredulità e sbigottita ho chiesto che venissero a constatare di persona la mia situazione: siamo un nucleo familiare di due persone, io e chi è disabile, come posso fare?' , spiega la donna che però ha ricevuto risposte poco confortanti'. 'La capisco, mi dispiace, ma in questa fase non posso venire , ci vedremo con calma', mi hanno replicato -dice la donna- Con calma? Ma un disabile puo’ aspettare con calma per bere, per mangiare, per essere lavato?”. La riorganizzazione dovuta ai tagli non tocca i minori. Per gli altri, compresi i disabili gravissimi e quelli il cui nucleo familiare si limita a due persone (il disabile e il coniuge che lavora e quindi non puo’ fare il badante), i tagli "sono lineari", conferma la Cooperativa Cotrad – una delle associazione che nel primo Municipio svolgono l’assistenza domiciliare. "Non c’e’ stato il tempo di ragionare, di riflettere. Non siamo stati ascoltati. Lo abbiamo saputo anche noi all’ultimo momento", spiegano i dirigenti della Cotrad che si affrettano ad annunciare che , sempre dal primo ottobre causa tagli dei fondi da parte del Comune, "non sara’ piu’ erogata l’assistenza domenicale" (peraltro prevista solo di mattina).

A fare le spese dei tagli saranno centinaia di disabili che vedranno ridimensionata un’assistenza che gia’ "era enormemente inferiore alle necessità": solo la Cotrad si occupa di 78 persone. I costi per il Comune sono alti: 3.857 euro per un pacchetto di 30 ore settimanali, secondo i dati delle cooperative. Ma quelli per le famiglie sono insostenibili, anche per chi gode della cosiddetta assistenza diretta, pari a qualche centinaio di euro al mese. Il contratto nazionale per gli “assistenti “ ai non autosufficienti (leggi badanti) prevede una retribuzione minima mensile lorda di 937,78 euro pari a un costo di 1292,05 euro tra stipendio, vitto, alloggio, e ‘ratei’ ferie, Tfr, 13/ma e contributi. Per i disabili gravi servono due turni, cioe’ due badanti. Da aggiungere le sostituzioni di domeniche e festivi. Quattro domeniche al mese di otto ore ciascuna (anche utilizzando il contratto colf che fa ‘risparmiare’ qualche euro) costano alle famiglie 422,24 euro. Nei bilanci di queste famiglie, a differenza di quelli degli enti locali, i tagli non sono ammessi.

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