Percorso:ANSA > Salute e Benessere > Neurochirurgo a 'Oggi', tra 2 anni pronti per trapianto testa

Neurochirurgo a 'Oggi', tra 2 anni pronti per trapianto testa

Canavero, medico di Torino, 'presto in grado di realizzarlo'

18 giugno, 19:23
Il particolare della copertina di Oggi in cui Canavero si dice pronto al trapianto di testa Il particolare della copertina di Oggi in cui Canavero si dice pronto al trapianto di testa

ROMA - ''Tra un paio di anni saremo in grado di effettuare un trapianto di testa'. Questo e' l'annuncio del dottor Sergio Canavero, neurochirurgo di Torino, in esclusiva sul nuovo numero di OGGI, in edicola domani.

Si tratta di un progetto pubblicato sulla rivista Surgical Neurology International e battezzato HEAVEN/GEMINI, ovvero Head Anastomosis Venture with Cord Fusion), nome che indica la possibilita' di fondere due diversi tratti di midollo spinale, quello di un corpo donato, col moncone nel collo del soggetto ricevente. Il donatore del corpo e il candidato ideale per riceverlo sono rispettivamente ''un individuo che ha purtroppo perso la vita per un trauma cranico puro, senza lesioni sostanziali a carico degli altri organi - spiega Canavero - o chi ha subito un ictus fatale; e (il ricevente) una persona affetta gravemente da una malattia neuromuscolare degenerativa o un soggetto tetraplegico''.

E' possibile ricostituire la continuita' del midollo spinale, il vero punto cruciale dell'impresa, spiega Canavero: speciali materiali chimici (chiamati fusogeni o sigillanti di membrana) sarebbero in grado di ripristinare l'integrita' di un nervo tagliato, e le sperimentazioni in laboratorio condotte nel mondo dal 1999 a oggi ne indicano l'efficacia in tal senso.

TRAPIANTO TESTA E' FANTASCIENZA, MANCANO BASI SPERIMENTALI - "Il trapianto di testa dal punto di vista tecnico al momento è un traguardo fantascientifico": per direttore dell'Istituto di Neurochirurgia dell'Università Cattolica, Giulio Maira, l'annuncio del medico Sergio Canavero, di essere pronto al trapianto di testa in due anni è "una notizia estremamente inattesa e mancano ad oggi le basi sperimentali e di conoscenza che possono permettere di affermare tanto". L'idea di Canavero è molto complicata da realizzare, ha detto ancora Maira commentando la notizia in via di pubblicazione sul settimanale Oggi. Le lesioni al midollo sono un problema grave. Si è provato in tanti modi, ha aggiunto, a ripristinare la funzione del midollo lesionato: "con ponti biologici che permettono alle fibre nervose di crescere e riempire il gap lasciato dalla lesione, si è provato con le cellule staminali ma per ora non ci sono risultati validi e siamo lontani da applicazioni cliniche". Maira rileva inoltre che, nell'articolo che ha pubblicato sulla rivista Surgical Neurology International, Canavero spiega di aver fatto esperimenti con macachi e di aver usato dei polimeri inorganici detti fusogeni che dovrebbero, secondo Canavero, "ricucire" la lesione midollare. "Ma è difficile passare dalla parte sperimentale alla parte umana - sottolinea Maira - senza contare i dubbi etici che una simile sperimentazione aprirebbe".

TRAPIANTO TESTA, CERVELLO NON RICONOSCEREBBE NUOVO CORPO - Trapiantare la testa di una persona sul corpo di un altro è qualcosa di inverosimile dal punto di vista tecnico-scientifico e non plausibile dal punto di vista biologico, perché il cervello di una persona non funzionerebbe sul corpo di un'altra. E' quanto afferma il professor Gilberto Corbellini dell'Università La Sapienza di Roma commentando la notizia sul settimanale Oggi relativa all'annuncio del medico torinese Sergio Canavero. "Inoltre la persona sta nel cervello - precisa Corbellini - quindi eventualmente avrebbe più senso parlare di trapianto di corpo" Per di più, precisa, siccome il cervello si struttura in funzione del corpo su cui si sviluppa è capace di controllare solo quel corpo che gli ha consentito di svilupparsi. "Quindi non sarebbe sintonizzato sull'anatomia di un nuovo corpo - spiega. Trapiantare un corpo a una testa ha lo stesso valore che tenere un cervello artificialmente in vita". Da un punto di vista etico il problema è consentire alla persona, se vuole, di mantenersi in vita attraverso il mantenimento in vita del suo cervello, continua; "ma stiamo su un piano fantascientifico". "Prima che un problema etico - ribadisce l'esperto - vedo un'idea sbagliata sul fatto che il cervello di qualcuno possa controllare il corpo di un altro individuo". Il cervello – conclude - ha una sorta di mappa del corpo che controlla, quindi non si sa cosa avvertirà nel suo nuovo corpo, probabilmente non avvertirà nulla".

© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati