Pescatori indiani: esperto, fermo illegittimo
Ronzitti, per diritto internazionale vale 'immunita' funzionale'
20 febbraio, 12:59(Di Michele Esposito) (ANSA) - ROMA, 19 FEB - Il fermo dei due marò della 'Enrica Leixe', la petroliera italiana coinvolta nell'uccisione di due pescatori indiani, "é illegittimo: Massimiliano Latorre e Salvatore Girone hanno pieno diritto all'immunità funzionale degli organi dello Stato". E' questa la tesi di Natalino Ronzitti, esperto di diritto internazionale, docente all'università Luiss di Roma e consigliere scientifico dell'Istituto Affari Internazionali che, in un'intervista all'ANSA, spiega come l'eventuale responsabilità del reato sia dello Stato, ovvero dell'Italia. Ed è qui che i due fucilieri dovrebbero essere giudicati.
Per il diritto internazionale, "tutti gli organi dello Stato beneficiano di immunità dalla giurisdizione straniera per gli atti compiuti nell'esercizio delle funzioni" e i due militari del reggimento San Marco erano a bordo della petroliera in applicazione alle "misure anti-pirateria stabilite dalla Convenzione Onu sul diritto del mare del 1982 e da successive risoluzioni delle Nazioni Unite, alle quali nel 2011 ha aderito anche l'Italia", sottolinea Ronzitti. Tale immunità - è la sua puntualizzazione - troverebbe eccezione solo in materia di crimini internazionali, nella quale però "certamente" non rientra il caso della 'Enrica Leixe'. Caso nel quale il fermo dei due militari si configura come "un illecito internazionale dell'India nei confronti dell'Italia". I precedenti, osserva l'esperto, non mancano e vanno "dalla strage del Cernis all'omicidio di Nicola Calipari".
E, anche la recente sentenza della Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja sulle stragi naziste commesse in Italia dal Terzo Reich ha capovolto quella della Cassazione proprio in virtù "dell' immunità di uno Stato sovrano, la Germania, sulla base del diritto internazionale". L'immunità, spiega inoltre, potrebbe applicarsi anche se l'imbarcazione si fosse trovata in acque nazionali, perché "in transito inoffensivo" e avente diritto "alla legittima difesa in caso di attacchi di pirati". E, stando alla versione sostenuta dall'Italia, i due militari mercoledì scorso risposero con alcuni colpi di avvertimento a quello che ritennero essere proprio un attacco di bucanieri. Nella vicenda dei marò, quindi, anche in un eventuale eccesso di legittima difesa, tutto da dimostrare, "i due fucilieri non potrebbero essere citati in giudizio in India in quanto hanno compiuto un'attività sovrana".
In caso di accertata colpevolezza "é l'Italia che deve risarcire i danni" e sono "i nostri tribunali che dovranno giudicare i due marò, sulla base del Codice penale militare di pace che si applica ai team di soldati a bordo" delle navi commerciali. Per il rilascio dei due italiani, attualmente in custodia a Kochi, l'Italia potrebbe forse ricorrere al "pronto rilascio di nave ed equipaggio" procedura da instaurare dinanzi al Tribunale internazionale per il diritto del mare e "solitamente applicata in seguito a violazioni del diritto di pesca o delle norme anti-inquinamento". E' una via "che sto ancora esplorando", sottolinea Ronzitti, optando, per il momento, "per una soluzione diplomatica" tra i due Stati.(ANSA).
























