Wondy, ironia e forza per guarire dal cancro

Un caso editoriale il romanzo autobiografico di Francesca Del Rosso

  • Wondy di Francesca Del Rosso
  • Wondy di Francesca Del Rosso

  (di Nicoletta Tamberlich)

(ANSA) - La sua esperienza della malattia commuove, appassiona e ci ricorda come ogni donna, ogni mamma sia una Wonder Woman, abbia dentro una forza inarrestabile che la tiene attaccata alla vita. Francesca Del Rosso,  giornalista e scrittrice classe 1974 milanese DOC, racconta in Wondy (RIZZOLI; Pagine 324; euro 17,00) la storia, quella di una persona che ha un potere nascosto, grazie al quale sa capovolgere i momenti bui e riportare intorno a sé una dose inattesa di forza e vitalità. Il libro è diventato un  caso editoriale per l'ironia, quasi la comicità, con cui è riuscita a raccontare il suo rapporto con il cancro. La sua penna è nota anche alle lettrici del sito di Vanity Fair dove ha il blog 'Le chiemioavventure di Wondy'.

Del Rosso/Wondy si rivolge alle donne come lei che gestiscono la casa e l'agenda di tutta la famiglia, lavorando, coltivando le amicizie, vivendo talvolta anche con pudore la malattia rispetto ai figli. Supereroine multitasking che si muovono a velocità supersonica e, nelle avversità, sanno come prendere in mano la situazione senza abbattersi e mantenendo il sorriso. Ecco qualche stralcio: "Perché proprio a me" Che domanda cretina. "Forse lo sappiamo. Perché forse è una predisposizione genetica?". "Era una domanda stupida, ma le parole mi sono uscite di bocca da sole, non ho potuto bloccarle. O forse non lo volevo. Si erano fermate sulle labbra per tutto il giorno, ma quando è sceso il buio e mi sono infilata sotto le lenzuola di casa, accoccolata vicino a Ken, si è aperta la diga. Nessun freno. Eravamo finalmente nella nostra casa, i bambini dormivano nella cameretta colorata, con i loro peluche e le loro certezze. Io invece ero divorata dalle domande e da una insana ignoranza. Non sapevo nulla di quanto mi sarebbe successo, ma solo che ci ero dentro fino al collo".  Una Wonder Woman insomma borghese: non indossa le culotte con le stelle o il top rosso, eppure la protagonista è lei, a volte si sente proprio così. Come la supereroina, lotta contro le avversità della vita armata di autoironia e tenta in ogni modo di andare avanti - crescere i suoi bambini di due e quattro anni, non allontanarsi dall'amato marito Ken e vedere le amiche di sempre - mentre affronta il tumore al seno. Ma i "sassolini", come li chiama per i due bambini Attilino e la Iena, le portano anche una nuova terza misura di reggiseno grazie plastica al seno dopo che le hanno dovuto asportare due tumori.
  E Wondy è bravissima a vedere il bicchiere mezzo pieno, così, senza poter dimenticare i continui controlli, la chemio, prima la rossa che le ha fatto perdere tutti capelli, poi la gialla,  e i mesi passati sul divano, non perde l'occasione per sdrammatizzare e vedere il lato positivo. Con la valigia pronta per un nuovo viaggio e il pc sempre acceso, impara che il tempo è prezioso (e poco), che i veri amici si riconoscono subito - ti invitano a sessioni di shopping o preparano cene prelibate con consegna a domicilio - che l'affetto incrollabile dei figli è il nostro carburante migliore; insomma che vale la pena combattere al massimo per tenersi stretto ciò che si ama. E allora, senza capelli le feste in maschera e parrucca vengono meglio, se hai già la nausea puoi concederti infinite corse sulle montagne russe con tua sorella e, se non hai appetito il sushi lo mangi, ne approfitti per uscire più spesso a cena….
Queste le dieci domande che ''non avrei mai più dovuto farmi'': interrogativi spontanei ma totalmente inutili, anzi deleteri.
1. Non è giusto, perché proprio a me?
2. È colpa mia?
3. Perché nessuno mi ha protetto?
4. La mia vita è già molto complicata e ho tante cose da fare. Perché non è successo a un altro?
5. Dove ho sbagliato?
6. Non può essere vero. Sto sognando?
7. Il mio corpo mi ha tradita. Come posso contare su di lui per guarire?
8. Troverò la forza per sopportare tutto questo?

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