Refn e Gosling, Scorsese e DiCaprio, nuovi sodalizi

Attori feticcio. Regista e protagonista le coppie che funzionano ANSA LIFE STYLE

DiCaprio e Scorsese, quinto film insieme

   (di Francesca Pierleoni)

   (ANSA) - L'apologo sullo schiavismo 12 years A slave (in Italia in sala il 23 gennaio)  potrebbe consacrare con una pioggia di nomination nella notte degli Oscar 2014 il sodalizio del regista britannico Steve McQueen con Michael Fassbender, che nel film è uno schiavista sadico ma che non resiste all'attrazione per una delle sue 'proprietà. Una collaborazione d'autore, che si unisce a molte altre fruttuose negli ultimi anni. Da  Almodovar e Penelope Cruz (apparsa in un cameo anche ne Gli amanti passeggeri) a Nicolas Winding-Refn e Ryan Gosling (Drive e Solo dio perdona); da Martin Scorsese e Leonardo DiCaprio a Lars Von Trier e Charlotte Gainsbourg, senza dimenticare, fra gli altri Wong Kar-Wai e Tony Leung (c'è nelle sale la loro settima collaborazione, The grandmaster) o Tim Burton e Johnny Depp, che però salta un turno nel nuovo film del visionario cineasta, Big Eyes.

   L'intesa tra Fassbender e McQueen, arrivata a tre film insieme, è nata con Hunger, nel 2008 (Camera d'or a Cannes come migliore opera prima) in cui Fassbender ha dato volto all'attivista pro-Ira Bobby Sands, morto nel 1981 in prigione dopo uno sciopero della fame di 66 giorni. Nel 2011 è arrivato Shame, con Fassbender che per il ruolo di un uomo dipendente da sesso e pornografia, ha conquistato la Coppa Volpi a Venezia come miglior attore. McQueen ''si aspetta che tutti diano tutto, non solo gli attori, ma anche la troupe e lui stesso - ha spiegato l'attore al Toronto Star -. Lavorare con lui è sempre un'esperienza molto speciale e molto istruttiva''. Stima ricambiata da McQueen: ''Michael è l'attore più autorevole della sua generazione – ha detto -. E' un artista e non ce ne sono molti là fuori''.

   Tra fine 2013 e inizio 2014 arriverà The Wolf of Wall Street, sull'ascesa e caduta dello spregiudicato broker Jordan Belfort (la sceneggiatura è basata sulla sua autobiografia). E' il quinto film in cui Martin Scorsese dirige Leonardo DiCaprio, diventato suo nuovo attore feticcio dopo Robert De Niro (otto film insieme, da Mean Streets a Casino, e recentemente, anche la produzione esecutiva del regista per 'Malavita' di Besson con De Niro protagonista). ''So che posso fidarmi di Leo nel tenere in mente non solo il suo personaggio ma l'arco narrativo di tutto il film anche mentre ha bisogno di allontanarsene – aveva spiegato Scorsese a Esquire -. E so che non lascerà che la vanità lo ostacoli''.

   In tempo per gli Oscar debutterà anche American Hustle, storia vera dell'operazione Abscam, messa in piedi dall'Fbi a fine anni '70, in cui David O' Russell torna a dirigere Bradley Cooper e Jennifer Lawrence, già protagonisti per lui del pluripremiato Il lato positivo. Si rinnova inoltre il sodalizio di Wes Anderson e Bill Murray: dopo sette film insieme, da Rushmore a Moonrise Kingdom, il regista è tornato a dirigerlo nel corale Grand Budapest Hotel (uscita negli Usa a marzo 2014), con un supercast che comprende fra gli altri, Ralph Fiennes, Tilda Swinton e Saoirse Ronan. ''Nessuno viene trattato da star nel mondo di Wes Anderson – ha spiegato Murray -. La vita cambia quando fai uno dei suoi film -. devi metterti comodo e rilassarti''.

   Infine, è molto atteso il nuovo capitolo del sodalizio tra Lars von Trier e Charlotte Gainsbourg, che dopo Antichrist e Melancholia, è di nuuovo protagonista per lui nel discusso Nymphomaniac (in Danimarca uscirà, pare, a Natale), nella parte di Joe, ninfomane che a 50 anni ripercorre la sua vita fra avventure e incontri. Nel cast, fra gli altri, Uma Thurman, Shia LaBeouf e Stellan Skarsgard. "Abbiamo girato con gli attori che facevano finta di fare sesso e poi con le loro controfigure che lo facevano veramente e in postproduzione abbiamo unito le immagini'' ha spiegato la produttrice Louise Vesth. Il fatto che Von Trier racconti ''donne che soffrono o che provocano la loro sofferenza, non fa di lui un misogino'' ha detto la Gainsbourg a Hollywood Reporter. Per l'attrice il suo personaggio in Nymphomaniac ''è incredibile. Avrebbe potuto scriverlo una donna. Sento di recitare Lars in questa parte e per me è un onore''.

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