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Birmania apre a Ue, San Suu Kyi chiede azioni responsabili

Tajani incontra premio Nobel, lei migliore garanzia per imprese

15 novembre, 10:55
Tajani e Aung San Suu Kyi Tajani e Aung San Suu Kyi

RANGOON (BIRMANIA) - Un Paese quasi vergine dove manca di tutto, dalle infrastrutture alle banche, e che, se la situazione politica continuerà a normalizzarsi, può offrire grandi opportunità alle imprese italiane ed europee. E' la Birmania che, dopo decenni di giunta militare, ha cominciato a riaprirsi al mondo e l'Europa non è rimasta a guardare. L'Ue, che ha lanciato oggi la Task Force per aiutare il Paese in transizione portando anche un centinaio di imprese in 'missione per la crescita' con il vicepresidente della Commissione Antonio Tajani, deve però - ha chiesto la leader dell'opposizione birmana Aung San Suu Kyi - investire in modo ''responsabile'' e non dimenticare ''l'aspetto politico'', continuando a fare pressione su Rangoon per più democrazia, a partire dalla modifica della Costituzione, in vista delle elezioni del 2015.


Il rischio paventato dal Premio Nobel per la Pace, che è stata a Bruxelles e nelle principali capitali europee - tra cui Roma che ha ''immensamente apprezzato'' - nelle scorse settimane, è quello che gli investimenti esteri non vadano a vantaggio di tutti e che facciano allentare l'attenzione sul percorso verso la democrazia che il Paese ha appena iniziato.


''Noi crediamo a uno sviluppo economico fondato sullo sviluppo sociale e politico del Paese come parte di un tutto'', ha sottolineato la leader del partito Lnd in occasione dell'incontro avuto con Tajani. Sì agli investimenti, quindi, ''perché se le imprese non fanno profitti non possiamo trarne profitto nemmeno noi'', ma questi devono essere ''responsabili''. Investire in Birmania, infatti, costituisce una ''grande opportunità'' per le aziende Ue, che puntano a una ''crescita sostenibile'' e che per questo hanno bisogno, ha assicurato alla leader birmana Tajani, di ''democrazia e trasparenza''. E la stessa San Suu Kyi è ''la migliore ambasciatrice'' del suo Paese come ''elemento di garanzia'' per le imprese. Per quelle italiane, le maggiori prospettive si aprono, secondo il commissario Ue, per il settore dell'agroindustria e del turismo.


''E' un'opportunità non di secondo piano, e credo che l'Italia - ha sottolineato Tajani - abbia un importante ruolo da svolgere in questa parte del mondo''. Tra i nomi italiani in missione 'esplorativa' a Rangoon, Intesa Sanpaolo, Finmeccanica e Ferderlegno. Myanmar, il nome con cui i generali birmani hanno ribattezzato il Paese, è per esempio il primo produttore mondiale di tek di qualità. E tra i tre accordi che saranno siglati da Tajani per l'Ue, ve ne sarà uno, oltre a quelli su Pmi e turismo, proprio relativo alle materie prime. ''L'idea è mettere insieme i leader della comunità economica, politica e della società civile per dimostrare l'importanza che diamo allo sviluppo non solo economico ma anche politico'' del Paese, ha sottolineato l'Alto rappresentante Ue per la politica estera Catherine Ashton, assicurando che gli imprenditori ''conoscono molto bene il percorso nazionale che deve essere fatto da un Paese che passa dall'oppressione alla libertà''. 

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