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Premier Lettonia, da ingresso in Eurozona onori e oneri

Dombrovskis da Letta, nuovo passo importante per Paese

11 luglio, 16:36
Il premier lettone, Valdis Dombrovskis Il premier lettone, Valdis Dombrovskis

(di Cristiana Missori)

(ANSA) - ROMA - ''Siamo convinti che l'ingresso nell'Eurozona avrà ripercussioni positive sulla nostra economia e non ci aspettiamo un grosso impatto sui prezzi. Dopo l'adesione alla Nato e all'Ue, si tratta di un nuovo importante passo avanti simbolico per la Lettonia''. Lo ha detto ad ANSA Nuova Europa il primo ministro lettone, Valdis Dombrovskis, commentando il via libera definitivo con cui l'Ecofin di martedì scorso ha sancito ufficialmente l'ingresso della piccola Repubblica baltica nell'Euro a partire dal 1 gennaio 2014.

A Roma dove incontra per una colazione di lavoro il presidente del Consiglio, Enrico Letta, Dombrovskis esprime molta soddisfazione per la decisione adottata dai 28 ministri dell'Economia e delle Finanze europei, ma si appresta a rassicurare quella parte dell'opinione pubblica interna contraria al passaggio alla moneta unica, perché, dice, ''non ci aspettiamo un grosso impatto sui prezzi''. Già da tempo, spiega, ''abbiamo iniziato un monitoraggio dei prezzi e con gli operatori economici stiamo per firmare un accordo che potremmo chiamare ''contro la paura dell'introduzione dell'euro''.

Attraverso questa intesa, questi ultimi si impegnano a convertire i prezzi esattamente al cambio già fissato tra Lat e euro''.

Dal 2014, dunque, la Lettonia sarà in grado ''di ridurre i tassi di interesse e eliminare i costi di conversione della nostra valuta'', spiega il premier. ''Siamo una piccola economia e circa il 70% dei nostri scambi li realizziamo in euro, questo significa che fino a ora abbiamo speso molti soldi per convertire il Lat nella moneta europea''. Entrare nella zona euro significa anche aderire in toto a un sistema di solidarietà tra Stati. ''Siamo consapevoli - replica Dombrovskis - che si tratti di un pacchetto ''all inclusive'' e che dovremo contribuire al meccanismo di stabilità europea''. Contribuzione, fa sapere, che nei prossimi 12 anni porterà la Lettonia ''a pagare oltre 300 milioni di euro''. Eppure i benefici per l'economia del piccolo Stato baltico, e' convinto, saranno maggiori dei costi da affrontare per l'accesso. E sempre di economia parlerà con il presidente del Consiglio Letta. ''Sul tavolo - anticipa - ci sono il rilancio economico europeo e il rafforzamento dell'interscambio tra Roma e Riga su cui possiamo fare di più''. L'Italia, ricorda, ''e' il nostro tredicesimo partner commerciale e ci sono i margini affinché i nostri scambi crescano''. Dopo il sì definitivo dell'Ecofin, sostiene, dal 2014 sarà più facile attrarre investimenti.

Nel 2012 l'interscambio tra Italia e Lettonia ha registrato un incremento del 12%. A crescere sono soprattutto le esportazioni italiane verso la repubblica baltica (+25%). A oggi sono 500 le aziende a capitale italiano che operano sul territorio della piccola repubblica baltica, per lo più piccole e medie imprese, mentre gli investimenti diretti ammontano a 50 milioni di euro. La Lettonia, ricorda Dombrovskis, rappresenta anche un hub verso altri mercati quali Russia, Comunità degli Stati Indipendenti e l'estremo Oriente, ma anche un ponte verso l'Est europeo. Le nostre economie non sono concorrenti, ma complementari. Possiamo quindi lavorare bene insieme''. (ANSA).

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