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Russia: blitz Greenpeace, attivista italiano resta in cella

Fino a 24 novembre, no a richiesta scarcerazione su cauzione

16 ottobre, 12:40
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ROMA - Cristian D'Alessandro resta in carcere. Il tribunale regionale di Murmansk, in Russia, ha respinto il ricorso dell'attivista italiano di Greenpeace che resterà in custodia in carcere fino al 24 novembre. Lo riferisce via Twitter dall'aula Greenpeace Russia.

Gli avvocati di Greenpeace hanno chiesto la scarcerazione su cauzione per lui come per gli altri 27 attivisti e i 2 giornalisti free lance, componenti dell'equipaggio della nave rompighiaccio Arctic Sunrise, protagonista di un'azione di protesta contro una piattaforma petrolifera artica di Gazprom.

Così come per gli altri casi esaminati finora, anche per Cristian è stato respinto. Rimane per tutti l'accusa di pirateria, secondo l'articolo 227 del Codice penale russo. Gli attivisti di Greenpeace rischiano fino a 15 anni di detenzione.

"Sono quasi 1 milione e 400 mila le firme per chiedere alle autorità russe il rilascio degli attivisti - ricorda Greenpeace - Le diplomazie di vari Paesi si stanno muovendo, anche la Presidente del Brasile, Dilma Rouseff, ha assicurato il suo interessamento. Al Quirinale sono giunte le oltre 100 mila firme di sostegno all'appello della madre di Cristian perché l'Italia intervenga".

L'equipaggio dell'Arctic Sunrise, gli attivisti e i due giornalisti freelance a bordo della nave "sono nelle mani delle autorità russe da giovedì 19 settembre, quando la Guardia Costiera ha abbordato e sequestrato la nave rompighiaccio di Greenpeace in acque internazionali. Dal 24 settembre sono detenuti in strutture di detenzione preventiva intorno alla città di Murmansk e non sempre è assicurato loro spazio a sufficienza, riscaldamento o accesso all'acqua potabile", conclude l'associazione ambientalista.

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