Percorso:ANSA > Ambiente&Energia > Bolletta energia 2012 piu'cara in Italia, +18% su media Ue

Bolletta energia 2012 piu'cara in Italia, +18% su media Ue

Assorimap, 'caro energia' per imprese Italia e' anomalia

11 luglio, 09:54
(Archivio) (Archivio)

ROMA - Bolletta energetica piu' salata nel 2012, nonostante la crisi e la riduzione dei consumi. Ed anche piu' cara del 18% rispetto alla media dei Paesi europei. Per famiglie e imprese italiane, il conto per gas, elettricità e carburanti è stato di oltre 160 miliardi di euro (+10% rispetto al 2011). Colpa soprattutto dell'aumento dei prezzi petroliferi. Lo dice il dossier ''I costi dell'energia in Italia'' della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile che sara' presentato domani ed esaminera' 'i veri costi' di un settore che vale circa il 20% del Pil e, incluso l'indotto, dà lavoro a quasi mezzo milione di persone.

La bolletta italiana e' stata piu' cara del 18% rispetto alla media dei Paesi europei mentre se si allineassero i prezzi in Italia si potrebbero risparmiare ogni anno 25 miliardi. Ma sul 'caro bolletta' pesano anche tasse elevate, una dipendenza dai combustibili fossili tra le più alte in Europa (pari all'82% e per l'importazione di petrolio, gas e carbone l'Italia paga una fattura di 65 miliardi), un mercato del gas e dell'elettricità con prezzi molto più alti rispetto alle altre piazze europee, spiega il dossier. Per il gas naturale le famiglie pagano dal 24% al 35% in più della media europea (circa 300/anno per famiglia); le imprese, specie medio-piccole, risentono invece degli alti costi dell'elettricità, dovendo fare i conti con un kWh dal 30% fino all'86% più caro della media europea. Anche i prezzi di benzina e gasolio, che rappresentano la voce principale di spesa della bolletta energetica, sono mediamente più alti del resto d'Europa e questo differenziale è aumentato in modo sensibile negli ultimi anni.

A pesare sulla bolletta sono poi anche 'costi nascosti' dice la Fondazione. Ad esempio, i sussidi pagati ai combustibili fossili, attraverso agevolazioni fiscali, sussidi ingenti che non vengono monitorati dal Governo: secondo l'Ocse sono 2,1 mld/anno che salgono secondo il Fondo Monetario Internazionale a 5,3 mld/anno. Ci sono anche 'costi esterni', per esempio dai danni alla salute a quelli dell'ambiente.

Il dossier esamina anche quanto incidono gli incentivi alle rinnovabili: per quanto riguarda i costi diretti, gli incentivi alle rinnovabili del settore elettrico (la maggior parte del totale) hanno raggiunto nel 2012 circa 10 miliardi di euro, il 16-17% della bolletta elettrica nazionale. Ma questi hanno inciso sull'aumento del prezzo del kWh degli ultimi anni solo per il 33%, mentre per il 57% questo è stato causato dall'aumento dei prezzi dei fossili. Sul piano dei costi e dei benefici indiretti, il saldo economico è positivo. Tra i benefici da ascrivere alle rinnovabili c'è la riduzione del prezzo medio orario dell'energia elettrica (a maggio si è quasi dimezzato tra il 2006 e il 2012) e la creazione di ricchezza e occupazione nazionale (su 1.000 euro spesi sulle rinnovabili ne rimangono in Italia 500-900, mentre su 1.000 euro investiti sulla produzione elettrica da gas ne restano sul territorio nazionale 200, il resto va alle economie straniere). Per non parlare poi del lato ambientale: 70Mt di CO2 risparmiata ogni anno e un minore inquinamento atmosferico.

Per il presidente di Assorimap (associazione riciclatori italiani materie plastiche), Corrado Dentis, il 'caro energia' per le imprese in Italia e' un'anomalia e lancia la proposta di ''un censimento - a cura del ministero dell'Ambiente - dei comparti dell'industria considerati 'green' (non delle imprese) per il risparmio energetico''.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA