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Continua la moria di delfini nel Tirreno

Sono 87 le carcasse ritrovate, solo da gennaio, tra Sicilia e Toscana

22 marzo, 14:56
foto archivio foto archivio

Continua la moria di delfini sulle spiagge toscane: un esemplare della specie 'stenella', della lunghezza di circa 1,70 metri, si e' spiaggiato sulle coste dell'isola d'Elba (Livorno). La carcassa, in avanzato stato di decomposizione, e' stata rinvenuta questa mattina, sulla spiaggia di Madonna delle Grazie nel Comune di Capoliveri, dalla proprietaria di un ristorante vicino al mare.

Con questo salgono a 87, da gennaio scorso, i casi di corpi di delfini della specie stenella striata (stenella coeruleoalba) trovati fra la Sicilia e la Toscana e su cui sono in corso accertamenti disposti dal ministero dell'Ambiente.

La donna ha immediatamente ha contattato la polizia municipale di Capoliveri, che ha poi provveduto ad informare la Capitaneria di porto di Portoferraio. Subito sono state attivate tutte le procedure previste per rimuovere la carcassa e sono stati informati gli organi di competenza. Un altro delfino morto era stato ritrovato due giorni fa a Marina di Donoratico. 

Martedi' invece una balenottera è stata trovata morta sulla spiaggia di Rosignano Solvay (Livorno): è il primo caso di 'spiaggiamento' di un esemplare di balenottera comune (balenoptera physalus) da inizio anno. L'esame della carcassa, molto degradata, non ha permesso di chiarire il motivo della morte del grande animale. Lo spiega il ministero dell'Ambiente in una nota.

Per i delfini spiaggiati la causa più probabile della moria sembra ancora un'infezione da morbillo. I casi prima del ritrovamento sulle spiagge dell'Elba sono in Sicilia a Milazzo e in Sardegna a Cala Reale (Porto Torres). Mercoledì a Rosignano una squadra del Cert coordinata dal professor Sandro Mazzariol, dell'Università di Padova, ha compiuto le prime rilevazioni. L'animale è una balenottera femmina lunga 16,4 metri e pesante 15 tonnellate. Purtroppo, si legge nella nota, le condizioni di conservazione del corpo dell'animale, molto degradato, hanno reso impossibile ogni accertamento sulle cause di morte, e in particolare non hanno permesso di campionare i tessuti necessari a effettuare indagini microscopiche e microbiologiche. Si sta tuttavia tentando la ricerca molecolare di morbillo e di toxoplasmosi (toxoplasma gondii).

La balena aveva alcune coste fratturate. Con tecniche di ricerca di emboli lipidici si cercherà di capire se queste fratture siano precedenti alla morte, tuttavia i ricercatori del Cert ritengono che con molta probabilità le costole siano state spezzate dagli urti della carcassa spinta dalle ondate contro la riva. Il caso della balenottera si aggiunge all'elenco dei numerosi cetacei ritrovati morti da inizio anno, precisamente 7 esemplari di tursiope (tursiops truncatus), un esemplare di globicefalo (globicephala melas), che rappresenta di per sé un'anomalia (risale infatti al 2007 l'ultimo spiaggiamento accertato), 1 esemplare di grampo (grampus griseus), per il quale bisogna attendere i risultati degli esami poiché si tratta di un ritrovamento inusuale per un animale che solitamente vive ad altissime profondità, e 83 esemplari di stenella striata (stenella coeruleoalba).

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