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Sport Estremi

Imersione con squalo bianco a Gaansbay Imersione con squalo bianco a Gaansbay

Nel film Point Break, girato dalla prima donna ad aver ricevuto l’Oscar per la regia, Kathrin Bigelow, i protagonisti sono quattro amici rapinatori e surfisti che girano il mondo alla ricerca dell’onda perfetta. Per la scena finale del film, in cui l’indimenticabile Bodhi (Patrick Swayze) va in Australia, sarebbe stato altrettanto suggestivo il Cave Rock della costa del KwaZulu-Natal, vicino a Durban, in Sudafrica: i surfisti lo paragonano al Backdoor delle Hawaii. Lungo la costa settentrionale e meridionale del KwaZulu-Natal Surf anche kitesurf e vela vanno alla grande, ma in generale la scelta di point break, una sorta di mantra degli appassionati di questo sport, con le onde lunghe e profonde che si alzano prima delle 10 di mattina (il periodo migliore va da aprile ad agosto), è pressoché infinita.

Il surf è solo uno dei tanti sport “estremi” che si possono praticare in Sudafrica. Nel Midrand, a metà strada tra Johannesburg e Pretoria, con l’Aero Club of South Africa che organizza anche sorvolate in parapendio e deltaplano, ci si può lanciare in paracadute a due oppure, se si è esperti, anche da soli. Lo stesso dall’aeroporto Tempe, a Bloemfontein.

Anche gli appassionati del dirt bike, il motocross, affittando le speciali moto con le sospensioni trasformate e i pneumatici a prova delle strade sterrate più difficili, saranno soddisfatti: per esempio alla Stone Hill Adventures, vicino a Bloemfontein, ci sono piste da quad (una specie di motocicletta fuoristrada con quattro ruote) lunghe dieci chilometri e motocross si può fare anche al confine con il vicino Lesotho, in zone montuose e splendide.

Meno pericolosi i voli in mongolfiera. A bordo dell’invenzione dei fratelli Montgolfier si possono osservare gli animali dall’alto, l’ultima frontiera del safari: per esempio sui monti Magaliesberg a 45 chilometri da Hazyview, vicino a Pretoria o lungo la valle Kemberg, vicino a Durban. Nell’Elephant Sanctuary, vicino a Rustenburg, si può fare un safari “cavalcando” un elefante. Qui si possono anche praticare sport d’acqua, il quad, volare con gli ultraleggeri o lanciarsi in deltaplano.

Magaliesberg Canopy Tour, a un’ora e mezza di macchina sia da Pretoria che da Johannesburg (ma in Sudafrica di Canopy Tour ce ne sono almeno altri cinque), permette, con cavi in acciaio sospesi tra rocce e precipizi, lunghi “voli”, tutti imbracati e facendo tappe su rocce pianeggianti o su distese di vegetazione zigzagando per due ore e mezzo attraverso lo spettacolare Ysterhout Kloof.

Non manca il rafting: per esempio lungo il Blyde River Canyon, 25 chilometri di corso e pareti rocciose di 700 metri, si trova sulla Panorama Route, nei dintorni di Nelspruit, dove si può anche praticare il torrentismo (che qui chiamano kloofing), andando verso valle – rigorosamente a piedi senza gommoni o canoe – a forza di tuffi, salti, scivoli e tratti con la corda lungo corsi d’acqua che confluiscono nei fiumi Blyde, Crocodile e Oliphants. Il kloofing si può praticare anche nel Limpopo. Il kajak invece sul lago artificiale della diga Gariep, a Bloemfontein.

A Graskop, nei pressi di Nelspruit, su un altipiano lungo la Panorama Route, ci si può anche lanciare nel vuoto: imbracati con cavi e corde ci si butta da una piattaforma di legno (dove c’è un cartello con su scritto “No refund”) e poi si resta a dondolare fino a che l’addetto non tira su. Poi si può anche attraversare la gola scorrendo a tutta velocità su un cavo d’acciaio. Anche a Soweto, nella provincia del Gauteng vicino a Johannesburg, ci si può lanciare in un salto di 100 metri dalle Orlando Towers: una delle due è ricoperta di graffiti. A differenza del jump di Graskop, qui la corda, elastica, tiene per i piedi. Altro punto, a un’ora da Durban, è la gola Oribi: il salto è di 100 metri. A Cape St. Francis c’è salto più alto del Sudafrica: 216 metri davanti dalle pareti rocciose.

L’ultima moda sudafricana in fatto di rischio e adrenalina è quella di calarsi in acqua all’interno di una gabbia di metallo: la gabbia è assicurata a una barca ed è quasi a pelo d’acqua per consentire agli addetti una veloce uscita in caso di (probabile) attacco di panico nel trovarsi faccia a faccia con lo squalo bianco. Operatori si trovano a Kleinbaai, nella Mossel Bay, e a Simonstown, nella False Bay, ma anche, per un incontro più addomesticato, nell’Oceanarium di Bayworld a Port Elizabeth o con lo Sharks Board partendo da Umhlanga a 15 minuti dal centro di Durban.