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Città del Capo, ecco Jeffrey’s Bay Città del Capo, ecco Jeffrey’s Bay

Il Sudafrica non è solo il paese del safari, del bush, della savana, delle distese immense e del deserto infinito e bruciante. È anche il paradiso dei surfisti, la meta d’obbligo per il whale watching, l’avvistamento delle balene, il luogo ideale per chi ama gli scogli e il posto perfetto per chi cerca spiagge bianche e acque cristalline. Da Hully Point, sull’Oceano Indiano, ad Alexander Bay, all’inizio della Costa dei Diamanti, sull’Oceano Atlantico, è un susseguirsi di spiagge, porti, cittadine marinare e riserve.

A Durban – la Miami del Sudafrica che gli abitanti chiamano Surf City o Thekwini, “mare” in lingua zulu – oltre a passare le giornate sulle spiagge (ne ha chilometri che si srotolano lungo la costa come un tappeto bianco e soffice), si può visitare l’uShaka marine World e vedere da vicino migliaia di pesci. A Umhlanga Rocks si possono incontrare branchi di delfini che compiono acrobazie a pelo d’acqua, i loro gioiosi inni alla vita. Mentre in giugno e luglio saranno le sardine a stupire il visitatore che in quei mesi migrano: chilometri di pesci che si avvicinano alla costa, una distesa brulicante e luccicante. C’è chi si immerge proprio qui, per fare l’esperienza unica di nuotare circondati da ogni lato dai pesci. E se a Durban c’è anche l’Istituto degli Squali del KwaZulu-Natal, la Wild Coast, da East London a Port Edward, è puntellata di scogliere a strapiombo sul mare, con insenature incantate fatte di spiagge bianche isolate lambite dalle acque dell’Oceano Indiano. Trecentocinquanta chilometri di villaggi xhosa e località di villeggiatura dove è bello girare a piedi, da un paese all’altro, accolti dalla cordiale gente del posto.

Andando verso Cape Town, dalla Wild Coast si può fare tappa a Port Elizabeth: all’Addo Elephant Park, la riserva degli elefanti per la quale Port Elizabeth è famosa, si possono avvistare tutti i Big Seven. Oltre a elefanti, rinoceronti, leoni, leopardi, bufali, anche la balena e il grande squalo bianco. Megattere e balene australi si accoppiano nell’area protetta del Woody Cape: può anche capitare di vedere il parto di un balenottero, che viene al mondo uscendo per la coda, per non affogare. Qui ci sono quattro spiagge che hanno ottenuto la Bandiera Blu: Hobie Beach, Humewood Beach, King’s Beach e Wells Estate.

Continuando ancora verso Città del Capo, ecco Jeffrey’s Bay: i surfer di tutto il mondo la conoscono, non solo per le onde lunghe e perfette su cui scivolare a braccia larghe, ma anche per la vendita di articoli per il surf.

Anche la West Coast - dopo Città del Capo con le sue spiagge affollatissime, il Two Oceans Aquarium, Robben Island (dove fu tenuto prigioniero Nelson Mandela) e il Capo di Buona Speranza - è puntellata da villaggi di pescatori e paesaggi di incredibile bellezza. Alla fine del lungo viaggio a ridosso del mare, si trova Port Nolloth. Il porto fu creato a metà Ottocento per l’esportazione del rame che veniva scavato nelle miniere vicino a O’Kiep. La cittadina è l’unica località che può ospitare visitatori di tutta la Costa dei Diamanti: anche qui, in anni non troppo lontani, sono stati trovati i diamanti, di cui il Sudafrica è ricco: ancorate al molo si possono vedere le imbarcazioni usate per dragare il fondo alla loro ricerca. Port Nolloth ha un suo fascino tutto particolare: per chi arriva dal deserto del Kalahari parrà un miraggio, con l’Oceano Atlantico in lontananza e l’odore del pesce. Ancora oltre si trova Alexander Bay, questa sì vera città dei diamanti: proprio qui, a nord della cittadina, ha inizio la Namibia.