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In Treno

Johannesburg, alba tra i vagoni della stazione Johannesburg, alba tra i vagoni della stazione

In questo mondo fatto di velocità – quasi la realizzazione del sogno dei Futuristi di marinettiana memoria – assaporare un viaggio slow, fatto di tragitti lunghi lentamente percorsi, sta ormai diventando un’alternativa e anche una sorta di panacea per le anime tormentate dalle metropoli. Non si potrebbe spiegare altrimenti la moda dei viaggi in treno, anche in Italia – sulle reti secondarie – ormai diventata una sorta di must del viaggiatore alternativo. Viaggiatore, appunto: non turista. Con pesanti valige griffate dai segni del suo passaggio negli angoli più remoti della terra e lunghe ore di vuoto che si snodano una dopo l’altra come pensieri in caduta libera, mentre lo sguardo divaga dal finestrino e si inebria di posti, persone, paesaggi. Anche in Sudafrica, ormai dagli anni Ottanta, la moda del treno è diventata un’alternativa ai safari e alle spiagge. Non sarà il nord del Cile dove nel deserto dell’Atacama corre il treno più solitario del mondo. Non sarà neanche l’Orient Express, quasi un simbolo del viaggio autentico e dell’autentica avventura, che nell’Ottocento collegava Parigi a Istanbul. Ma è forse, per certi aspetti, qualcosa in più. Si tratta, per esempio, del Rovos Rail tra i treni più lussuosi del mondo; e questo è già una differenza. Porta un massimo di 72 passeggeri e ha 36 suite, arredate in grande e classico stile. I vagoni risalgono tutti agli anni Venti e Trenta e la locomotiva è a vapore. Le finestre sono enormi e si affacciano sul cuore del Sudafrica che scorre come in un film proiettato al rallentatore.

La partenza è da Città del Capo: si inerpica attraversando il paese, finendo con il compiere una sorta di coast to coast alla sudafricana, da quella Atlantica a quella indiana, passando attraverso riserve popolate dai Big Five. Le tappe sono tante: Durban, per esempio, e poi verso l’interno, fino a raggiungere Pretoria e Johannesburg, ma anche Matjiesfontein e Kimberley. Una volta l’anno, a luglio, per 14 giorni, il treno arriva fino allo Zimbabwe, allo Zambia, alla Tanzania e alla Namibia.

Anche il Blue Train è molto famoso da queste parti, forse ancora più famoso del Rovos. Il collegamento è tra Pretoria e Cape Town, 27 ore di extra lusso più moderno del Rovos, fatto di marmi e dorature, suite, design e cucina internazionale. Sul Blue Train si possono anche organizzare viaggi tailor made, ad hoc dunque: per esempio si può prenotare il treno per un matrimonio.

Altri treni, meno lussuosi? Per esempio lo Shongololo Express: si viaggia di notte per accogliere l’alba ogni volta in un posto diverso (gli organizzatori portano i viaggiatori a esplorare i dintorni a bordo di mini van). Ogni vagone è diviso in “stanze” per due persone, bagno e doccia sono in comune. Ci sono ovviamente anche le suite, con stanza, salottino e bagno privato e anche sistemazioni che sono una via di mezzo tra queste due. Gli itinerari sono tanti, ce n’è uno che in 16 giorni attraversa sei paesi diversi: Sudafrica, Mozambico, Swaziland, Botswana, Zambia, Zimbabwe, e di ritorno in Sudafrica.

C’è un altro treno a vapore che attraversa la ultra scenica Garden Route e che è l’ultimo avamposto dei treni passeggeri d’antan: l’Outeniqua Choo-Tjoe. Un tour di 67 chilometri che parte dal Outeniqua Transport Museum di George e passa, tra l’altro, attraverso una cava naturale e spettacolare, la Kaaiman’s Grotto, affacciata sull’oceano.