Scopri il Sudafrica

Golf

Il Pinnacle Point a Citta' del Capo Il Pinnacle Point a Citta' del Capo

Dall’Eastern Cape al Mpumalanga, dal Northern Cape al Free State, dal Western Cape al KwaZulu Natal, il Sudafrica è il paese del golf. Non potrebbe essere altrimenti con quelle distese a perdita d’occhio e con il clima che in ogni momento dell’anno abbronza i volti dei giocatori. Decine di golf club sparsi in tutto il paese, campi da 9 o 18 buche di lunghezza variabile, persino per lo sport inventato forse dalla Scozia forse dall’Olanda (tanto che il termine golf sembrerebbe derivare dall’olandese kolf che significa mazza, stecca) il Sudafrica è un paradiso. Lo pratica una nutrita schiera di donne, con tanto di campionati, ed è diffuso anche tra i più giovani che qui, decisamente, gli hanno tolto quella patina da ricco americano della Florida ormai in pensione che riposa ancora nell’immaginario collettivo nutrito a serie tv e easy magazine.

Tra i golfisti professionisti più famosi del mondo c’è proprio un sudafricano di Johannesburg, Gary Player, che, oltre ad aver vinto una quantità di “championships”, ha disegnato oltre 300 campi da golf in tutto il mondo.

La prima e facile tappa del golfista in Sudafrica si trova a una cinquantina di chilometri da Rustenberg, a sua volta a 119 chilometri da Johannesburg: qui è stata infatti costruita la Las Vegas sudafricana, Sun City, con una riserva per il safari e per un’altra miriade di attività ricreative, anche i casinò. Campo da 18 buche per un totale di 72 par (un par è il numero dei colpi previsto per terminare ogni buca), il “Lost City Golf Course”, disegnato proprio da Gary Player, ricrea, per esempio, con il suo terreno ondulato e roccioso puntellato di rovine, la Lost City dello Zimbabwe, un’antica e mistica città del cuore dell’Africa. In una pozza d’acqua situata alla tredicesima buca hanno dimora 40 coccodrilli del Nilo che aggiungeranno un po’ di brivido ai colpi, mentre tutt’intorno, al di là delle recinzioni, si trova la Pilanesberg Game Reserve ed è facile, mentre si tenta una buca, vedere giraffe e altri animali.

Johannesburg potrebbe essere un’altra meta del golfista in cerca di emozioni sudafricane: tra i campi da golf, il Glendower Golf Club, un 18 buche (72 par) che si trova nei pressi dell’aeroporto. Di difficoltà media è situato in mezzo alla vegetazione tra buche coperte da erba kikuyu che regala eccellenti green, canali e altri ostacoli.

Lungo la Garden Route i campi da golf sono una delle massime attrazioni: lo sono i quattro green di Fancourt, a George, dove per due anni di seguito si è tenuta la Coppa del Mondo del Golf. Ma ancora di più lo sono i green del Mossel Bay Country Club: sembra un campo facile, ondulato, senza particolari difficoltà apparenti, affacciato sull’Oceano Indiano. Ma quando soffia il vento ci vuole tutta la maestria di un golfista esperto per segnare alcune buche. All’inizio della Garden Route a 4 ore da Cape Town, aperto da poco all’interno di un lussuoso resort, c’è un altro record tutto sudafricano: Pinnacle Point, votato migliore nuovo campo da golf al mondo che fa impazzire i golfisti esperti per i suoi precipizi, gole rocciose e un green ridotto che costituisce una vera sfida.

Persino dopo un safari al Kruger National Park ci si può concedere un green: a cinque chilometri dall’accesso al parco di Phalaborwa (a 200 chilometri dall’aeroporto di Polokwane), si trova un hotel quattro stelle - Hans Merensky Hotel & Spa – che promette “golf in the wild”, golf in mezzo alla natura selvaggia, con un campo da 18 buche e 72 par disegnato da Bob Grimsdell, che ha ottenuto il miglior “walking corse”, campo in cui camminare, del paese. E di essere “wild” è una promessa che mantiene: si alza la mazza in mezzo a giraffe e zebre e a volte per continuare bisogna aspettare che si spostino dalle buche. Se questo non è un green selvaggio...