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Johannesburg

Tramonto a Johannesburg Tramonto a Johannesburg

C’ERA UNA VOLTA

Johannesburg è una città difficile. Fondata nel 1886 dopo la scoperta di una vena aurifera, è stata da sempre luogo di nessuno. L’apartheid, come nel resto del Sudafrica, è terminato solo nel 1994: a parte il quartiere di Newtown che comprende una rosa di musei (Museum Africa, Museo Bensusan di Fotografia e il Workers Museum, nell’ex Dipartimento dell’Energia elettrica, oggi brillante di ristoranti, gallerie d’arte e laboratori di artigiani), in tutta la città si respira ancora un chè di violento. Constitution Hill conserva i resti della tremenda prigione dell’Old Fort dove Mandela e molti giovani che parteciparono alla rivolta di Soweto del 1976 furono incarcerati (oggi sede della nuova Corte Costituzionale). Verso Soweto, si incontra il Liliesleaf Trust, un tempo quartier generale dell’Umkhonto We Sizwe, l’ala militare dell’ANC (African National Congress). A Soweto (Kliptown, 1955) fu firmata la Carta della Libertà (Museo Mandela e Museo con Monumento celebrativo dedicato a Hector Peterson, giovane-simbolo della rivolta).

 
PERSONE

Johannesburg viene chiamata dai sui abitanti nGoli o Jozi, che significa Cittò dell’oro in omaggio alle sue origini. È un luogo molto vivo, sia di giorno che di notte, e veramente multietnico (cucina tipica? Etiope, cinese, italiana). Un’idea di questo la si può avere passeggiando tra la 4th Avenue a Parkhurst e Derick Avenue, Chinatown, Cyrildene oppure Nelson Mandela Square a Sandton. Ormai quasi tutti i quartieri sono stati “bonificati” dalla criminalità e anzi sempre più aree sono diventate vere e proprie perle di eleganza come Loveday Street, Commissioner o Fox Street, oltre che isole di divertimento con ristoranti e locali degni del life style internazionale. Il cuore della città, abitato dalla gente locale, è Newtown, ex baraccopoli (fino al 1904 si chiamava Brickfield: venne raso al suolo dopo un’epidemia di peste). Per chi vuole un contatto diretto con la cultura della città, a Vilakazi Street, nei ristoranti Nambitha e Sakhumzi, si mangiano ovunque piatti africani tradizionali (umngqusho, a base di fagioli e mais e idombolo, pane fatto in casa).

 

FARE

Una passeggiata tra i palazzi storici della Biblioteca pubblica (tra Simmons e President Street), del vecchio Ufficio Postale e del Municipio (Rissik Street) è sicuramente affascinante. Chi invece vuole vivere la città, si tuffi nei teatri, che sono tantissimi (tra cui, per le commedie, il Pieter Toerien Theatre di Montecasino, a Fourways, e, per il balletto, il Teatro Civico di Braamfontein). Anche la musica copre tutti i generi, ma noi suggeriamo di seguire soprattutto il kwaito (di moda tra i ragazzi delle township) e l’hip hop. Può essere divertente il Gold Reef City, miniera d’oro ottocentesca: si può scendere anche nel pozzo (peccato per il fintissimo parco divertimenti intorno). Al SAB World of Beer (centro dei birrifici sudafricani) si rivive la storia della birra: al suo interno è stato anche ricreato un autentico shebeen (taverna) di Soweto del 1965.

 

CURIOSITÀ

  • Il Rand Club fa a gara con i club di gentlemen di Londra (fondato da Cecil Rhodes e Hans Sauer nel 1887)
  • Vilakazi Street è l’unica strada al mondo dove hanno abitato ben due premi Nobel per la Pace: Nelson Mandela e l’arcivescovo Desmond Tutu. È qui che nel giugno 1976 scoppiò la famosa rivolta di Soweto
  • Originariamente una prateria, oggi l’area in cui sorge Johannesburg ospita anche la più grande foresta al mondo piantata dall’essere umano, con i suoi 600 parchi (nell’ultimo anno sono stati piantati altri 300 mila alberi: al Giardino Botanico nazionale Walter Sisulu a Kloofendal c’è ancora una parte della prateria originale)
  • A Soweto si fa un salto nel vuoto (100 m) unico al mondo: il bungee jumping sospeso tra due alte torri di raffreddamento del quartiere di Orlando
 
CONSIGLIAMO
  • A Newtown, il Market Theatre, ex mercato di frutta e verdura, oggi fulcro della scena d’avanguardia teatrale internazionale
  • Il Centro d’Arte Mofolo dove vengono esposte le opere di artisti sudafricani emergenti