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Durban

Il lungomare di Durban Il lungomare di Durban

C’ERA UNA VOLTA

Per noi Durban è la città più sexy del Sudafrica: una storia contaminatissima (zulu, indiani, mediterranei) con una conseguente cultura molto mossa e ricca tra moschee, templi, centri di culto afro-cristiani e chiese (non perdete la chiesa Shembe di Ebuhleni vicino a Inanda, la moschea Jumma Musjid di Grey Street, il tempio indù di Umgeni Road e il Tempio della Comprensione degli Hare Khrishna a Chatsworth). Anche l’arte è un vero serbatoio di ispirazione: Durban Art Gallery (tra locale e globale), NSA Gallery di Bulwer Park (ristorante nel giardino) e BAT Centre (anche con la danza). Forse la Durban contemporanea degli shebeen (tipico locale delle township, tipo pub o birreria) vale quanto un giro tra i musei. Per risalire i milioni di anni che ci precedono, è obbligatorio il Geology Display Centre dell’Università del Natal, mentre l’Old House Museum di St Andrew’s Street nell’Albert Park illustra la vita dei coloni. Vi consigliamo anche la Freedom Route per ripercorrere l’attivismo politico al tempo dell’apartheid. 

 
PERSONE

Come si può immaginare per la sua storia, la città ospita abitanti aperti e culturalmente evoluti, abituati da sempre a confrontarsi con gente diversa. L’atteggiamento socievole è rafforzato dalla vita da spiaggia (Durban viene chiamata la Miami del Sudafrica) che trasmette un’atmosfera allegra e “easy going”. Si possono conoscere usi e abitudini dei locali, andando nel Warwick Triangle dove c’è uno più grandi mercati sudafricani di piante medicinali tradizionali. Anche al mercato di Victoria Street si trovano durbaniani doc, tra profumi, suoni e sapori esotici.  

 
FARE

È la più popolare destinazione di vacanza del Sudafrica: sabbia soffice per chilometri di spiaggia, panorami mozzafiato sui monti Drakensberg, villaggi zulu a due passi, safari per vedere le tartarughe di mare (iSimangaliso Wetland Park), eccezionali riserve faunistiche (KwaZulu-Natal) e sport d’avventura (sott’acqua, in cielo, ad alta velocità: non male anche il Gateway Theatre of Shopping tra onde artificiali al coperto e la più alta parete da scalare indoor del mondo). Gli amanti del brivido possono incontrare gli squali a Aliwal Shoal, uno dei 10 principali siti per immersioni al mondo. Sono strepitosi, come strepitoso è sfidare la parete di roccia della diga Shongweni, tra le più ardite del pianeta, o lanciarsi in un salto bungee dalla gola Oribi. Non avranno da lamentarsi nemmeno gli “urbanofili”, travolti da mostre d’arte, ristoranti fusion, musica contemporanea, teatri. C’è anche un teatro all’aperto a Umhlanga dove si può andare con il picnic. Alta tenuta d’obbbligo, invece, alla Filarmonica del KwaZulu-Natal dove si possono ascoltare importanti direttori d’orchestra e musicisti internazionali. Per chi ama improvvisare, tra Florida Road, Morningside, il lungomare, the Point, il Gateway Theatre of Shopping e Umhlanga Rocks succede sempre qualcosa. 

 
CURIOSITÀ 
  • Nella Thomson’s Bay si può attraversare il grande buco nella roccia e raggiungere piccole baie nascoste. 
 
CONSIGLIAMO
  • Il Rainbow Restaurant di Pinetown, uno dei primi ristoranti ad accettare persone di tutte le razze: l’atteggiamento anti-apartheid è rimasto leggendario, come anche il jazz
  • Una serata al teatro Elizabeth Sneddon all’Università del KwaZulu-Natal tra festival e mostre d’arte
  • Il mercatino di Grey Street
  • Il Giardino Botanico del 1849
  • Una scorpacciata di bunny chow (mezza pagnotta al curry) al Britannia Hotel, un edificio ottocentesco circondato da fabbrichette e laboratori industrialiali (al tempo dell’apartheid, gli zulu non potevano entrare in un ristorante indiano. La pagnotta permetteva il trasporto del cibo da mangiare altrove)