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Cape Town

Città del Capo veduta aerea di Seapoint Città del Capo veduta aerea di Seapoint

C’ERA UNA VOLTA

Cape Town è la più antica città del Sudafrica, intessuta di storia sovrapposta, multietnica e diversissima nelle sue varie manifestazioni. Chi arriva per la prima volta in Sudafrica e siete atterra proprio qui, ha una tappa quasi d’obbligo: il castello di Buona Speranza, costruito come fortezza dai primi coloni olandesi: è il più antico edificio della capitale parlamentare del paese. A seguire naturalmente i Company Gardens e la Government Avenue, puntellata di edifici storici, tra cui l’ufficio del Presidente e il Museo sudafricano sui san e i khoikhoi, etnie originarie della zona.
Per immergersi nella storia così intrecciata e multiforme di questa città si può visitare il Museo Bo-Kaap, sulle pendici terrazzate di Signal Hill tra le case dipinte a colori sgargianti: il museo testimonia la storia degli schiavi dell’Asia sudorientale che in catene vennero trascinati qui. I discendenti di lingua afrikaans di questi schiavi sono stati assorbiti nella comunità dei cosiddetti coloured: tuttavia mantengono con fierezza le loro tradizioni musulmane e l’intero quartiere in cui risiedono è costellato da minareti. Alle porte del quartiere che fino alla sua distruzione negli anni Settanta era il regno della multirazzialità, il District Six Museum racconta la lotta di liberazione ripercorrendo la cacciata dei residenti da quel luogo amatissimo, vivace, misto e molto creativo. Robben Island, con la sua prigione di massima sicurezza, testimonia la durezza dell’apartheid e la lotta per la libertà.
Chi cerca un contatto con le comunità locali, lo trova a Cape Flats, la township che gli abitanti chiamano semplicemente The Flats. Negli anni Cinquanta, con l’instaurarsi dell’apartheid, divenne il luogo ufficialmente assegnato alla popolazione non bianca. Qui ci sono dei centri di artigianato che portano avanti progetti di sviluppo ambientale sostenibili.
Il panorama dalla Montagna della Tavola è un’immagine che echeggia a lungo, e così le spiagge dei sobborghi o le strade del vino. E se la natura offre tanto non da meno è il life style: artisti, designer, dj, stilisti sono in fervido fermento e la città è diventata ormai simbolo di possibilità infinite. Non a caso la chiamano Mother City.


PERSONE

Il centro di Città del Capo è stato bonificato dalle bande e dai pusher, le strade sono ora costellate di telecamere, si sono costruiti grattacieli e molti stanno per essere terminati. Non solo grattacieli, ma anche residence, hotel minimalisti, studi e gallerie d’arte, sono sbucati dal nulla di edifici che stavano andando in rovina. I teatri chiusi da tempo hanno ripreso la programmazione e il jazz, a lungo caratteristica sonora di queste strade, è tornato  a suonare con le orchestre sui terrazzi della Longstreet e giovani artisti – alla stregua di quanto accadeva a New York negli anni Settanta – hanno occupato il centro della città appropriandosi di edifici in rovina che stanno rimettendo a nuovo, per esempio nei quartieri universitari dell’Obsevatory e Claremont). La vita gay è decisamente effervescente, anche per il fatto che sono legali i matrimoni: tra i luoghi di incontro Somerset Road di Green Point, Main Road di Sea Point e il quartiere De Waterkant. Altra atmosfera invece a Bo-Kaap dove da sempre vivono i discendenti degli schiavi malesi trascinati fin qui nel XVII secolo: i locali e i ristoranti sono ottimi: tra l’altro proprio qui è nata una cucina fusion asiatico-africana molto interessante.


FARE

Se non sono sufficienti ristoranti tra i più innovativi del mondo, dj’s party con musica elettronica, il jazz al Green Dolphin, tutti i tipi di teatro (The Baxter, Artscape e Theatre on the Bay), arte contemporanea e shopping a 360 gradi, si può sempre fare una gita a Winelands per degustare vini pluripremiati o partire per un’escursione sulla Table Mountain dove si trovano anche i Giardini Botanici nazionali di Kirstenbosch. Al V&A Waterfront oltre al Two Oceans Aquarium, anche un enorme mercato dell’artigianato e un anfiteatro dove si esibiscono i musicisti locali. Da qui parte anche il battello per Robben Island, l’isola dove fu rinchiuso per 18 anni Nelson Mandela. Nessuno passa da Città del Capo senza andare al Cape Point, penisola in fondo alla quale termina il continente africano e la fredda corrente Benguela si scontra con le calde correnti Agulhas creando le condizioni per una navigazione pericolosa che in passato ha causato centinaia di naufragi. Da qui parte funicolare per il faro.


CURIOSITÀ

•    I pinguini di Boulders Beach sono l’unica colonia urbana di pinguini africani. Intorno a Simonstown.


CONSIGLI

•    Viaggio nel ricostruito District Six, vivace come la Berlino degli anni Novanta
•    Viaggio nel blues da spiaggia di Camp’s Bay, Bakoven, Bloubergstrand, Muizenberg e Scarborrough, dove finisce la schiena del dragone (lunga 50 chilometri) che forma il massiccio del Tafel
•    Viaggio alle Shebeen (sorta di pub o birreria) delle township e street barbecue e al mitico Mzoli’s di Gugulethu
•    Autentico barbecue delle township (o chisa-nyama) al Mzoli’s Place di Gugulethu: si può scegliere la porzione di carne direttamente nella macelleria annessa al ristorante e restare ad osservarne la cottura sulle braci