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Rapite 10 anni fa, segregate in Ohio

7 maggio 2013

10 maggio, 16:15
Nancy Ruiz, la mamma di Gina Nancy Ruiz, la mamma di Gina
Rapite 10 anni fa, segregate in Ohio

di Marcello Campo 

Amanda Berry era stata vista l'ultima volta nel 2003, il giorno prima di compiere 17 anni, in una strada di Cleveland, in Ohio. Georgina DeJesus aveva 14 anni quando è scomparsa, quasi un anno dopo, nel 2004. Infine Michele Knight, è svanita nel nulla, nel 2002, quando aveva 19 anni, sempre nella stessa zona della città. Poi, per lunghissimi 10 anni il silenzio. Di loro nessuna traccia. Fino a ieri sera quando sono state trovate sane e salve, rinchiuse tutte assieme in una casa in legno bianco, sempre a Cleveland, di proprietà di Ariel Castro, 52 anni, un anonimo ex autista di Scuola Bus, ispanico, senza alcun precedente penale. La Fbi parla della fine di un incubo ma tutti ancora si chiedono come è potuto accadere che un rapimento durato 10 anni sia stato tenuto segreto non in una sperduta casa di campagna, ma a un passo da altre abitazioni abitate da famiglie normali, senza che nessuno abbia mai avuto alcun minimo sospetto. Come è accaduto altre volte, l'America torna a essere scossa dall' ennesima storia di violenza 'della porta accanto'.

La svolta è arrivata lunedì nel tardi pomeriggio, quando Amanda ha cominciato a urlare, tentando di sfondare la porta. Poco lontano un vicino s'é accorto di lei. E' Charles Ramsey, un afro-americano dallo sguardo un po' allucinato che subito ha pensato a un caso di violenza domestica. Quello che oggi viene considerato l'eroe del giorno non ha però esitato a avvicinarsi alla porta. Quindi ha cercato di sfondarla a calci, riuscendo ad aprire una piccola fessura laterale grande abbastanza da far uscire la ragazza e la sua piccola figlia di sei anni. A quel punto, lui s'é reso conto di chi aveva di fronte solo quando ha ascoltato la drammatica telefonata di Amanda in lacrime alla Polizia, che da ore viene riproposta da tutte le tv: "Sono Amanda Berry, anni fa le tv si occuparono di me. Sono stata sequestrata 10 anni fa, ma ora sono libera. Fate presto, dovete liberare le altre due ragazze. Venite subito prima che lui torni a casa". "Io - ammette oggi Charles - ero convinto che Amanda fosse morta da tempo. Non potevo credere a quello che stavo ascoltando. Ero amico di Ariel. Ci conosciamo da un anno, e andavo spesso a ballare da lui la salsa, o a mangiare in giardino. Ma mai un sospetto. Del resto - aggiunge - quando una bella ragazza bianca si lancia nelle braccia di un uomo nero, allora c'é qualcosa che non va...", conclude amaro con i capelli scarmigliati, lunghi sulla nuca, baffi e pizzetto, maglietta bianca, occhi stralunati e senza qualche dente.

Ma le sue parole hanno emozionato la rete, tanto che il suo nome è oggi è Top Twitter trend worldwide, insomma, è il più citato del sito di microblogging al livello mondiale. Intanto le ragazze sono state dimesse dall'ospedale: stanno tutte bene e hanno raggiunto le rispettive famiglie. Fisicamente sono pronte a riprendere la loro nuova vita in libertà, ma presto dovranno recuperarsi dai danni psicologici. A loro è arrivata la solidarietà di un'altra ragazza che ha passato una tragedia simile: è Jaycee Dugart, sequestrata quando aveva 11 anni e liberata 18 anni dopo, nel 2009. "Lo spirito umano - afferma Jaycee - è incredibilmente resistente. Tutto ciò conferma che non dovremmo mai perdere la speranza". Quanto alle indagini, sono stati arrestati anche due fratelli di Ariel, Pedro 54 e Neal 50 anni. Per loro, a nome della famiglia, parla uno zio attonito: "Nessuno di noi avrebbe mai potuto immaginare qualcosa di simile". Sul loro disegno criminale e su altri dettagli del sequestro è ancora nebbia fitta. Se ne saprà di più al termine della accurata perquisizione della 'casa prigione' per ora 'scena del crimine', a disposizione del Fbi.

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