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Intel, 40 anni fa il primo microchip

Quattro decenni di innovazioni elettroniche che hanno cambiato la nostra storia

15 novembre, 18:42
1971: con Intel 4004 nasce la CPU, il primo microprocessore centrale su singolo chip
1971: con Intel 4004 nasce la CPU, il primo microprocessore centrale su singolo chip
Intel, 40 anni fa il primo microchip

di Vittoriano Vancini

Quarant'anni fa la Intel produceva il suo primo microprocessore su singolo chip, il 4004, la prima unita' centrale di elaborazione completa, il 'cervello' che avrebbe portato all'origine del personal computer poco meno di un decennio dopo. Nessuno fino ad allora era ancora riuscito a realizzare un microprocessore monolitico in silicio.

Ci riusci' Intel grazie a un italiano, Federico Faggin, che un anno prima era entrato in quella che allora era una 'startup' appena creata, nel 1969, da Robert Noyce e Gordon Moore, e che sarebbe poi diventata il principale produttore di semiconduttori al mondo. In seguito Faggin si occupo' di tutti i microprocessori dei primi cinque anni della storia della societa' californiana.

Oggi i microprocessori sono all'interno di tantissimi apparecchi d'uso comune oltre che dei personal computer: telefonini, automobili, foto e video camere, radio e tv. La presenza di questi ''cervelli'' elettronici rende tutti questi apparecchi ''smart'', in grado cioe' di eseguire compiti e operazioni automaticamente rispondendo a condizioni ambientali e temporali, un concetto questo che nel 1971 faceva ancora parte della fantascienza. Il primo processore Intel 4004 era un processore a 4 bit, in grado cioe' di 'processare' quattro linee di dati alla volta, ma un singolo chip di questo tipo, di appena due centimetri di lunghezza, aveva comunque una potenza quasi doppia rispetto a Eniac, il primo calcolatore elettronico della storia, realizzato nel 1946, che occupava una stanza intera.

In questi quarant'anni lo sviluppo dei microprocessori ha visto raddoppiare la potenza di calcolo messa a disposizione dei computer all'incirca ogni due anni, come sostiene la Legge di Moore. Così gia' nel 1972, l'8008 raddoppiava le prestazioni del primo chip e veniva utilizzato da un team di scienziati inglesi per costruire un prototipo di personal computer. Ancora altri due anni e, con l'arrivo dell'8080 nascono i primi computer storici, come l'Altair. In quell'anno entrano in 'gara' anche la Motorola, che per anni fornira' i ''cervelli'' dei Mac, e la AMD, che diventera' anch'essa una dei colossi mondiali della produzione di semiconduttori. E nel 1979 arriva l'8088, che verra' scelto dall'IBM per costruire il primo personal computer, due anni dopo.

Rispetto al 4004, gli attuali processori Intel, che adesso si possono trovare sia in PC che nei Mac della Apple, hanno prestazioni 350 mila volte superiori e consumano una quantita' di energia inferiore di circa 5.000 volte. Il prezzo dei singoli transistor - il 4004 ne aveva 2.300 mentre il chip del Core i7 di seconda generazione ne contiene un miliardo e centosettanta milioni - e' diminuito di 50 mila volte.

I prossimi processori, realizzati con l'innovativo processo di produzione a 22 nanometri, arriverrano il prossimo anno e offriranno prestazioni ancora piu' efficeinti dal punto di vista energetico, grazie ai rivoluzionari transistori Tri-gate 3D, che impiegano una nuova struttura.

Secondo Intel, questo portera' ad un aggiornamento della Legge di Moore, rispetto alla potenza di calcolo, e rendera' possibile una nuova generazione di innovazioni in una vasta gamma di dispositivi: ''Il numero assoluto di innovazioni nei prossimi 40 anni equivarra' o superera' tutte le innovazioni conseguite negli ultimi 10 mila anni della storia dell'uomo", secondo Justin Rattner, Chief Technology Officer di Intel.


BUCCI (INTEL): ORGOGLIOSI DI UN'INVENZIONE ANCHE ITALIANA
“Oggi Intel festeggia 40 anni di storia e successi tecnologici dalla creazione dell’Intel 4004, il primo processore al mondo che ha segnato l’inizio di una rivoluzione digitale che deve ancora mostrare altre grandi evoluzioni”, commenta Dario Bucci, amministratore delegato di Intel Italia e Svizzera. “Un’invenzione che porta tra l’altro la firma di Federico Faggin, un italiano, e che quindi ci rende particolarmente orgogliosi e ci conferma come l’Italia ancora una volta, abbia saputo - anche nel campo tecnologico - esprimere tutto il suo valore distintivo. Oggi guardiamo alla nostra storia, fatta di processori sempre più performanti in spazi sempre più piccoli, ma anche ad un futuro prossimo che ci vede in prima linea nella creazione di una nuova famiglia di dispositivi dalle grandi potenzialità, gli Ultrabook, e nella realizzazione di quella visione del “compute continuum” nella quale crediamo molto. Per un mondo fatto di tanti oggetti del vivere quotidiano, dalla natura più diversa, sempre più intelligenti, tra loro interconnessi e capaci di interagire in modo naturale con le nostre vite.”

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