Francia: bimbi con chip in asilo per sorvegliarli meglio
Al via test nel 2011, servira' a sorvegliarli meglio. Ma non mancano le critiche
10 settembre, 21:15
PARIGI - Bambini equipaggiati con chip elettronici per consentire ai responsabili degli asili nido di sorvegliarli meglio ed evitare rischi di 'fuga'. Fa discutere in Francia l'idea di testare gia' dall'anno prossimo un sistema di sorveglianza elettronico dei bambini, che consiste nell'integrare un chip (Rfid, radio frequency identification) nei loro abiti.
Un sistema che per i suoi sostenitori ha il doppio vantaggio di ridurre i costi del personale di sorveglianza e placare le ansie dei genitori. In realta', il dispositivo e' gia' stato adottato da una scuola della California, la George Miller-III di Richmond, alla periferia di San Francisco, ma in Europa e' del tutto inedito. ''Come sorvegliare diverse decine di bambini in un asilo nido senza ricorrere a numerose puericultrici?'', si chiede il quotidiano Le Parisien. La risposta e' semplice, risponde il giornale: ''Grazie ai chip intelligenti''. Il sistema elettronico per la sorveglianza sbarchera' in un asilo della capitale francese nel primo semestre del 2011. Ogni bambino verra' dotato di una 'pulce' radio senza fili, collegata ad un centro di videosorveglianza. Il test ha lo scopo di ''confermare l'efficacia del sistema da un punto di vista della sicurezza dei bambini'', spiega Patrick Givanovitch, numero uno di Lyberta, l'azienda che ha concepito il progetto, citato dal Parisien. ''Sistemeremo delle sonde un po' ovunque nell'asilo nido per stabilire una cartografia completa del luogo'', aggiunge Givanovitch. ''Grazie al chip indossato da ogni bambino (sara' inserito in un capo d'abbigliamento fornito dalla stessa societa') - conclude - sara' possibile conoscere immediatamente se uno di loro sta lasciando l'asilo''. A quel punto, la direzione verra' subito allertata, come anche i genitori, via SMS sul loro telefonino.
Ma in Francia non mancano le critiche. Per Dominique Ratia-Armengol, presidente dell'Associazione nazionale degli psicologi della prima infanzia, si tratta di un'idea ''semplicemente spaventosa''. ''Rinchiudere dei bambini in una gabbia virtuale - spiega - significa creare un sentimento di paura e angoscia che non esiste''. Inoltre, sempre per Ratia-Armengol, con questo strumento si rischia di ''deresponsabilizzare educatori formati per educare e stabilire una relazione di fiducia'' con i giovanissimi. Stessa reazione indignata da parte di Maria Da Costa Pereira, puericultrice a Parigi e responsabile sindacale. ''Cio' significa aprire la porta ad enormi tagli sul personale a scapito di essenziali relazioni umane con adulti professionisti'', dice l'esperta, secondo cui non c'e' davvero alcun bisogno di ''rendere piu' sicuri gli asili attraverso sistemi elettronici, visto che sono gia' luoghi chiusi e senza alcun rischio di 'fuga''''.







