Nuove tecnologie piacciono a vecchie generazioni
27 gennaio, 20:18
ROMA - Le nuove tecnologie conquistano la generazione cresciuta con la radio e la macchina per scrivere. Nessuna riserva sull'impatto che potrebbero avere sulla nostra vita, anzi molta curiosita' e fiducia sulle nuove strade che si aprono. Almeno, stando alle dichiarazioni all'Ansa di un linguista come Tullio De Mauro, un'astrofisica come Margherita Hack e un poeta e critico come Edoardo Sanguineti sul lancio del Tablet, il nuovo dispositivo multimediale della Apple. Un atteggiamento di apertura per nulla scontato in una generazione che si avvicina o ha ampiamente superato gli 80 anni.
''Ci sono strumenti in piu'. Evviva'' dice Edoardo Sanguineti, che quest'anno compira' 80 anni. ''E' difficile fare profezie su cose in corso - sottolinea il poeta - ma non ho preoccupazioni sul fatto che, per esempio, la letteratura cartacea venga largamente integrata e, in molti casi sostituita, da un oggetto portatile di sempre piu' piccole dimensioni. Se sono un nostalgico posso sempre ritornare al cartaceo. Questi nuovi strumenti sono un accrescimento''. ''Sara' sempre comodo - dice Sanguineti - non dover girare con zainetti terribili, carichi di carta. Tanto di guadagnato per la spina dorsale e la salute''. Semmai, secondo Sanguineti, ''l'umanita' e' presa da ben altri problemi. Non voglio credere come dicono alcune profezie che nel 2012 finira' la storia, piuttosto non so se arriviamo al 2012. Ma se supereremo tutte le minacce e difficolta' che si prospettano, allora queste nuove tecnologie potranno aprire straordinarie possibilita'''.
L'ultraottantenne Margherita Hack non nasconde di preferire ''personalmente la carta perche' ti permette di leggere, annotare e pensare. Ma i computer e i dispositivi tecnologici ti fanno guadagnare tempo, oramai su Internet si trova di tutto. Credo sia anche un problema generazionale - aggiunge - i ragazzi hanno tanta dimestichezza con il pc e tutti i gadget tecnologici ma anche per chi e' di un'altra generazione l'elettronica ha accelerato tutto''. La scienziata, della quale e' da poco uscito per Rizzoli 'Libera scienza in libero stato', spiega che: ''l'astronomia ci racconta che siamo fatti di materia e quindi di stelle ma anche i computer, essendo in silicio, sono fatti di stelle. Quindi siamo anche figli dei computer''.
Anche il linguista Tullio De Mauro, che ancora non ha raggiunto ma e' vicino agli 80 anni, fa notare che con il lancio del nuovo dispositivo della Apple ''la porta d'entrata e' sempre il nostro cervello e non e' che si allarghi per questo, e la porta d'uscita e' la nostra capacita' verbale. Il nostro linguaggio non subisce grandi modifiche da una tecnologia come questa, anzi si arricchisce''. E poi, tutte le rivoluzioni tecnologiche ''dopo un po' di disorientamento - spiega il linguista - sono diventate ricchezza. Coraggio, non mi pare ci siano motivi di pessimismo, caso mai sono in altre cose''.







