In Spagna "Internet brucia"
Rivolta contro il piano del governo anti-download
03 dicembre, 20:51
MADRID - E' rivolta in Spagna contro il piano di contrasto del governo del premier socialista José Luis Zapatero allo scaricamento gratuito di contenuti soggetti a diritto d'autore e contro la creazione di una commissione con potere di bloccare i siti web che consentono il 'P2P' (la condivisione di file "peer-to-peer").
Il portavoce del Partido Popolar (opposizione), Esteban Gonzalez Pons, ha accusato il governo socialista di volere "restaurare la censura" ed ha parlato di una "rivoluzione che si sta sviluppando in internet" contro l'esecutivo di Madrid. "Internet brucia" scrive El Pais, rilevando le migliaia di iniziative avviate sulla rete contro il progetto del governo Zapatero da quando è stato reso noto.
Il piano dell'esecutivo socialista, integrato da misure proposte da Zapatero per la nuova 'economia sostenibile', prevede fra l'altro la creazione di una Commissione della "Proprietà intellettuale" munita del potere di bloccare i siti web che ospitano o permettono di scaricare gratuitamente contenuti soggetti a diritti d'autore come film, musica, programmi o videogiochi. La legge che crea la "polizia culturale di internet", come l'ha definita El Pais dà a un organo amministrativo poteri inediti in Spagna, come quello di chiudere un sito senza l'intervento di un giudice. "I diritti d'autore in nessun caso possono situarsi al di sopra dei diritti fondamentali del cittadino", afferma un manifesto dei professionisti di internet iberici.
A differenza di altri paesi che hanno adottato legislazioni analoghe, come la Francia, il progetto spagnolo non colpisce gli utenti ma solo i siti. Il regista e presidente dell'Accademia del cinema spagnolo Alex de la Iglesia ha avvertito che "per combattere la pirateria bisogna offrire alternative a pagamento agli utenti, perché scaricare forma già parte della vita di molta gente", e invitato il settore a "smetterla di lamentarsi". Questa sera Zapatero ha cercato di rassicurare il popolo di internet affermando che "non si chiuderanno siti", e non ha escluso un passo indietro: "se c'é qualcosa da chiarire - ha detto - sarà chiarito".







