Musei, anche su internet visitatori distratti e non motivati
Secondo una ricerca del Cnr, anche online c'è scarso interesse per i contenuti
24 novembre, 18:23
ROMA - Anche sul web chi visita i musei virtuali è distratto e vuole vedere poche opere, proprio come nelle istituzioni museali reali, dove c'é scarso interesse per i contenuti e ad attrarre è soprattutto la fama internazionale del luogo d'arte. E' quanto emerge da una ricerca illustrata da Francesco Antinucci dell'Istituto di Scienze e tecnologie della cognizione del Cnr, intervenuto a Roma al seminario della Fondazione Bordoni sul tema Reale e virtuale: nuove tecnologie per i Beni culturali.
Paradossalmente, ha detto Antinucci, nelle applicazioni informatiche per i Beni culturali, la componente tecnologica è l'aspetto meno importante di un'applicazione, mentre si dovrebbe dare la massima attenzione alla sua funzione, cioé mettere a punto prodotti che veramente abbiano un pubblico. Quello che affolla i grandi musei, del resto, ha proseguito il ricercatore, non è generalmente motivato da conoscenze artistiche. Uno studio del Cnr condotto ai Musei Vaticani (il più visitato d'Italia) mostra che almeno un terzo delle persone non ricorda neanche di aver visto le sale con i capolavori di Raffaello e di Caravaggio e che la sosta davanti ai dipinti è di pochissimi secondi.
Il dato rilevante è che, anche nei pochi casi in cui i musei hanno successo (una ristretta top ten che richiama il 90% sulla totalità delle presenze), in realtà la loro missione non è rispettata. Diminuire il numero delle opere, secondo Antinucci, potrebbe aiutare, ma è una risposta radicale, ovviamente difficile da dare. Però se ne può tenere conto realizzando ad esempio il sito di un museo virtuale. Lo studio del Cnr ha evidenziato che l'appassionato d'arte preferisce la visita diretta, mentre gli altri non sono motivati, anche perché le trasposizioni su Internet non fanno che riproporre le stesse caratteristiche. L'applicazione sul web non dovrebbe avere lo scopo di sostituire la visita reale, bensì di creare nuove opportunità di conoscenza e approfondimento, in modo attraente e puntando su poche opere essenziali. Quello che il gruppo di ricerca, ha concluso Antinucci, ha realizzato con il Museo dell'Iraq, che introduce a quello di Baghdad, parzialmente riaperto quest'anno. Intanto la Fondazione Bordoni sta realizzando la visita virtuale dell'Area Archeologica dell'Aventino, fruibile su Internet, telefonino e I-Phone, che sarà sperimentata in aprile, in occasione della Settimana dei Beni culturali.






