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Vertice mondiale dei Garanti, norme globali per il web

Pizzetti, per la prima volte regole condivise da tutti

06 novembre, 17:21

MADRID - Il primo pacchetto di regole "standard" di protezione dei dati personali su Internet condivise a livello internazionale è stato approvato a Madrid dal vertice mondiale dei garanti della privacy. Gli standard approvati a Madrid non hanno valore vincolante per i governi. Ma, ha detto all'ANSA il garante italiano Francesco Pizzetti, costituiscono una forte pressione sui governi "perché procedano sulla strada di una regolamentazione globale".

Questo mentre sul web per molti aspetti vige ancora una sorta di legge della giungla, grazie alle maglie larghe della legislazione di alcuni paesi, in particolare degli Usa, dove sono basati fra l'altro i più importanti social network, e di stati emergenti. L'adozione delle norme standard comuni a Madrid da parte dei delegati di 83 paesi è un fatto senza precedenti. "Per la prima volta è un documento condiviso da tutti", ha sottolineato Pizzetti. "Contiene principi generali sulla protezione dei dati" partendo dalla direttiva Ue del 1995, però "definiti in modo da poter essere accettati da autorità di altri paesi, di altra cultura di protezione dei dati" ha spiegato. La risoluzione sugli 'Standard' sancisce fra l'altro che i provider devono garantire "l'accuratezza, la confidenzialità e la sicurezza dei dati, come pure la legittimità del loro trattamento" e il diritto del cittadino "di accesso, rettifica, opposizione e cancellazione", l'obbligo di assicurare il rispetto di questi Standard nei trasferimenti internazionali di dati, la garanzia di un controllo indipendente.

Diritti che per ora sono, in parte, una utopia per gli utenti di molti social network made in Usa. Ma l'obiettivo di una regolamentazione globale, a fronte della globalizzazione dello strumento Internet, è indispensabile. "O si ha una protezione globale, o non si ha una protezione adeguata", sottolinea Pizzetti. Il fattore rischio viene fra l'altro dai giganti dei social network che possono acquisire, immagazzinare e usare senza limiti di tempo i dati personali ottenuti dagli utenti. Sulla rete, rileva il garante spagnolo Artemi Rallo, "la protezione dei diritti dei cittadini è più virtuale che reale" perché "la rivoluzione tecnologica non è stata accompagnata da una evoluzione identica dei parametri di sicurezza sotto questo profilo". Inoltre, "molto spesso" i cittadini "banalizzano i rischi davanti alla comodità del servizio". Con i giganti di Internet, sottolinea Pizzetti, "ovviamente il punto di frizione riguarda i dati che vogliono prendere, e l'uso che pensano di farne. Vorrebbero avere la mano più libera possibile nel raccogliere dati, e nel trattarli per un tempo infinito: per loro il dato è ricchezza".

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