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Sul web la rivoluzione degli alfabeti

Non solo caratteri latini, i domini Internet si internazionalizzano

31 ottobre, 20:35

Foto archivio

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di Titti Santamato

ROMA - Non più solo caratteri latini, il web parlerà e scriverà anche in cinese, indiano, arabo e russo: è questa la rivoluzione che l'Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), l'organismo che assegna e gestisce gli indirizzi su Internet, ha approvato oggi a Seul nel corso del summit annuale. "Un passo storico che porta dritto all'internazionalizzazione di Internet", ha commentato Rod Beckstrom, nuovo amministratore delegato e direttore generale dell'Icann, dopo l'approvazione del piano denominato 'Fast track' -. Abbiamo reso la Rete più accessibile a milioni di utenti di regioni come l'Asia, il Medio Oriente e la Russia dove l'uso del web sta conoscendo crescite vertiginose".

Il presidente dell'organismo, Peter Dengate Thrush, ha definito il piano "il più grande cambiamento tecnico di Internet, da quando è stato inventato 40 anni fa". L'Icann stima che circa la metà degli 1,6 miliardi di utenti del web nel mondo utilizzi una lingua scritta in un alfabeto diverso da quello latino. "Questo passaggio è quindi necessario non solo per metà degli utenti mondiali della Rete, ma probabilmente per oltre la metà di quelli futuri", aveva già osservato Beckstrom qualche giorno fa. Il progetto verrà lanciato il 16 novembre prossimo, l'Icann conta di assegnare i primi domini non latini già per la metà del 2010 visto che i test di sperimentazione sono iniziati due anni fa. Gli utenti però non dovrebbero accorgersi del cambiamento grazie ad un sistema di traduzione che consentirà ai diversi alfabeti di essere convertiti nell'indirizzo giusto. L'internazionalizzazione dei domini arriva a pochi giorni di distanza dall"internazionalizzazioné della stessa Icann, organismo creato nel 1998 e controllato dal Dipartimento del Commercio Usa: dallo scorso 1 ottobre, infatti, l'amministrazione Obama, molto attenta al mondo digitale ma anche molto pressata dai governi internazionali, in primis quelli europei, ha liberato della tutela americana l'organismo che governa la Rete mondiale. L'Icann ora dovrà tener conto anche dei suggerimenti forniti da supervisori internazionali. Probabilmente il governo statunitense temeva che prima o poi Cina, Russia e India creassero infrastrutture di Rete indipendenti e forse non è un caso che il primo atto del rinnovato Icann sia proprio il via libera alla babele di lingue e alfabeti.

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