'Vestiti di terra', 1000 pagine di ceramica d'autore
Opere a soggetto sardo segnano '900, due volumi freschi di stampa
11 maggio, 15:16La ceramica sarda ha influenzato quella nazionale della prima meta' del '900. Con la sua specificita' regionale ha segnato il gusto di un'epoca. E' la tesi che sorregge l'opera in due volumi di Maria Laura Ferru e Marco Marini, 'Vestiti di terra', edizioni Sole di Ivan Botticini. ''Non e' un caso che Roberto Benigni nel film 'La vita e' bella' abbia scelto, per ricreare atmosfere e ambienti del tempo, due testine di Alessandro Mola'', sostengono gli autori dell'opera fresca di stampa che sara' presentata il 1 giugno nell'ex convento dei Gesuiti ad Oliena in occasione dell'omonima mostra ideata dalla collezionista Giovanna Palimodde.
In due volumi, quasi mille pagine, centinaia di immagini, l'antologia tenta di creare un'opera sistematica dell'arte ceramica nazionale. La ceramica artistica a soggetto sardo ha origini 'alte'. La strada la traccia Francesco Ciusa nel 1918 con le terrecotte colorate a freddo. Il primo a usare gli smalti a gran fuoco e' stato Federico Melis che fa da apripista alla ceramica d'arte moderna. Il percorso di Ciusa prende il volo con Alessandro Mola che interpreta al meglio la tradizione con occhio moderno.
Piu' di un ventennio di sperimentazioni e ricerca che vede protagonisti oltre all'autore della Madre dell'Ucciso, Valerio Pisano e Alessandro Mola nell'isola e i fratelli Melchiorre e Federico Melis, dentro e fuori dalla Sardegna. Un periodo florido sottovalutato. Ciusa per primo introduce il motivo sardo, Federico Melis da' una impronta Deco' e Alessandro Mola rielabora e rilancia il tema sardo in chiave piu' consona all'epoca e alle mode e conquista le prestigiose case manifatturiere.
''Mola aggiorna il castigato costume regionale, i tratti sardi sono ingentiliti, la camicia di Ciusa si abbassa e lascia vedere spalle e de'collete'. Il suo gusto incontra quello italiano e torinese dell'epoca - spiegano Ferru e Marini - il soggetto sardo andava forte. Lo trattano sei manifatture sarde, 17 nazionali, 4 artisti nazionali e 8 sardi''. C'e' un ricco parterre di ceramiche ispirate alla testina di Desulo o ai costumi regionali, specie Nuoro. Soprattutto ispirate ai modelli di Alessandro Mola che continuano a girare sotto altro nome: Lenci, Essevi', Crea, Cia Manna, Lino Berzoini e Giovanni Ronzan. Il testo mette in evidenza anche le fonti iconografiche e i modelli a cui attingevano i ceramisti e le case italiane.
Con quest'opera la Sardegna, ignorata nella storia della ceramica, vi entra coi suoi figli che modellano e col suo patrimonio di storia dei costumi con la bellezza delle forme e dei colori, blu, giallo, e quel rosso vivo. Tanto incantevoli da spingere Elena Scavini, fondatrice della Lenci, ad attraversare le montagne della Cecoslovacchia per giungere a bocca di miniera e procurarsi lo smalto per colorare di rosso e blu le sue testine di Desulo. Quel profilo austero di donna barbaricina plasmata dalle abili mani di Ciusa e che la fantasia di Alessandro Mola ha reso pensosa e sognante.






