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Zucchero, dopo Cuba volo in Patagonia e Usa

di Francesca Pierleoni

Un concerto a ottobre fra i massicci di ghiaccio della Patagonia, un tour a febbraio di 35 date, coast to coast negli Usa, "tornando anche a suonare in locali, muovendomi con grossi pullman e solo con un quartetto di musicisti, e poi un tour di quattro date in Giappone". Lo annuncia con l'emozione di un esordiente Zucchero, già pronto a nuove sfide pur essendo nel pieno de 'La Sesion cubana world tour' che, archiviate le tre tappe sold out all'Arena di Verona, continuera" fra Italia e altre città europee fino a luglio.

"Poi mi fermo per due anni" sottolinea, ma "se mi venissero altre idee tra una tappa e l'altra negli Usa, magari andiamo in studio là...". In questo momento "voglio solo andare a suonare, mettermi alla prova, anche in posti dove non sono mai stato, senza guardare l'aspetto del successo e del business" dice. Ecco perché ha detto sì alla proposta di una tv argentina di fare uno special su di lui, che culminasse a El Calafate, tra i ghiacci della Patagonia, con un concerto: "Ci saranno anche gli strumenti etnici e suonerò con gli indios. Farò le mie canzoni che conoscono là, come Il volo, Senza una donna, Miserere e i brani latini de La sesion cubana... Poi potrei inserire qualcuna delle loro magnifiche canzoni".

Scaletta ad hoc anche per il tour da febbraio negli Usa: "E' la realizzazione di un sogno questo viaggio. Mi sposterò da metropoli come New York a centri più piccoli come Baton Rouge, dai palazzetti ai locali". I brani saranno, tranne due eccezioni (la versione in inglese di Diavolo in me, e la cover Everybody's Got to Learn Sometime), "in italiano. Ho smesso di cantare in inglese per piacere. D'altronde me l'aveva consigliato Miles Davis, 'se canti in inglese sei uno dei tanti, ti confondi con gli altri, se canti in italiano sei unico'". E chissà che nel tour non arrivino amici famosi, qua e là per condividere il palco.

 

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