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Tutta Milano per Enzo Jannacci

Da Maroni a Vecchioni, Milano saluta il suo cantautore

03 aprile, 10:13
Enzo Jannacci Enzo Jannacci
Tutta Milano per  Enzo Jannacci

MILANO - Il suono degli strumenti di una banda ha accompagnato l'uscita della bara di Enzo Jannacci dalla basilica di Sant'Ambrogio dove si sono conclusi i funerali.

L'uscita del feretro, come l'ingresso, è stata accompagnata anche da un lungo applauso e da momenti di commozione. La salma del cantautore sarà sepolta al Famedio al cimitero monumentale di Milano.

Enzo Jannacci è scomparso venerdì scorso all'età di 77 anni.

Ad accompagnare il feretro nella basilica di Sant'Ambrogio la moglie Giuliana Orefice e il figlio Paolo, musicista come il padre.

Sono centinaia i milanesi, ma non solo, che si sono riuniti nel chiostro della basilica per i funerali.

Fra i primi ad arrivare anche l'amico Roberto Vecchioni: "Nessuno è mai riuscito a dare la dimensione di Milano come ha fatto lui".

"Enzo era una persona che quando non c'era si faceva sentire ugualmente perché quando era presente dava un senso diverso alla serata. E' lui che mi ha fatto cambiare carriera, è lui che mi ha fatto diventare un artista". Con queste parole Teo Teocoli ricorda l'amico Enzo Jannacci. "Era il vero collante tra di noi - ricorda il comico arrivato ai funerali con il collega Massimo Boldi -, tant'é vero che i suoi primi pazienti siamo stati io, Massimo Boldi, Cochi e Renato".

"Oggi non c'é più quella tenerezza che ammorbidiva gli animi, quella tenerezza fatta di sguardi e di piccoli rapporti umani. Così era la Milano di Enzo, così era lui". Con queste parole Eugenio Finardi ricorda l'amico Jannacci. "In questi giorni - racconta il cantautore - mi sono ritrovato a cantare le canzoni di Enzo a mia figlia di 13 anni che mi chiedeva chi fosse. Appena ho intonato 'Vengo anch'iò lei ha capito di chi stessimo parlando. Questo significa passare alla storia".

Anche il Presidente della regione Lombardia Roberto Maroni partecipa ai funerali di Jannacci. Maroni, all'entrata della basilica di Sant'Ambrogio, si è limitato a dire per "la sua musica".

Il sindaco Giuliano Pisapia partecipa con la fascia tricolore. Nei giorni scorsi Pisapia aveva reso noto che il cantautore riposerà al Famedio dove sono seppelliti coloro che hanno resto grande Milano.

Sull'altare della basilica di Sant'Ambrogio, durante i funerali di Enzo Jannacci, a fianco dei gonfaloni delle istituzioni, spiccano i colori rossoneri. Il cantautore era infatti tifoso milanista e anche nel giorno del suo ultimo saluto la sua squadra del cuore ha voluto essergli vicina.

CELENTANO, TROPPA GENTE, 'E' GIUSTO' MA SE NE VA - Adriano Celentano e la moglie Claudia Mori non sono riusciti ad entrare nella basilica di Sant'Ambrogio, troppo piena, per partecipare ai funerali di Enzo Jannacci. La coppia si è quindi soffermata fuori dalla basilica per alcuni minuti e poi si è allontanata: "Avrei preferito poter assistere alla cerimonia - ha spiegato il Molleggiato - ma c'era troppa gente ed è giusto così". "Bello, adesso sta bene", aveva detto Celentano al suo arrivo alla Basilica di Sant'Ambrogio. Il Molleggiato e la moglie hanno poi atteso alcuni minuti davanti all'ingresso principale ma poco dopo se ne sono andati perché la basilica era talmente piena da non poter accogliere nessun altro.

OMELIA, SUA CANZONE DENUNCIA DI OGNI INDIFFERENZA - "'El purtava i scarp del tennis' rappresenta una specie di esperanto dell'emarginazione e della denuncia di ogni indifferenza". Lo ha sottolineato don Roberto Davanzo, direttore della Caritas, nel corso dell'omelia durante i funerali di Enzo Jannacci. "Non so se e quanto Enzo Jannacci fosse consapevole dei risultati di un progetto ispirato da una sua canzone - ha spiegato don Davanzo -. Quel che so è che la carità ha bisogno - oggi più che mai - anche di poeti che ci riportino all'essenziale. All'interiorità: la dimora che tutti condividiamo, anche quando non abbiamo dimora. Enzo è stato questo tipo di poeta e quella canzone è invece diventata la cifra di un prendersi a cuore le storie e le vite di tanti 'barboni' alla ricerca, più o meno consapevole, di un'esistenza dignitosa, di un amore, di una speranza".

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