Bellocchio: il mio sguardo laico sul fine vita
18 agosto, 18:04
di Alessandra Magliaro
E' al montaggio a Roma Marco Bellocchio per ultimare Bella Addormentata, il suo nuovo film che sarà ufficialmente in concorso alla Mostra del cinema di Venezia tra una settimana, alla presentazione a Roma della 69/ma edizione. L'attesa è molto alta, come accade sempre per il regista Leone d'oro alla carriera un anno fa, ma questa volta in modo particolare, viste le polemiche che hanno accompagnato il film sin dalla preparazione. Il fine vita, l'eutanasia, la dolorosa vicenda di Eluana Englaro, che pure non si vedrà mai se non evocata nel nome e negli spezzoni originali dei tg.
"Nel film le storie di personaggi tutti inventati si intrecciano tra loro e s'incrociano con il caso di Eluana e la grande eco mediatica. Il tema vero del film è la vita e la morte, rappresentato da ciascuna storia in modo completamente diversò", ha detto Bellocchio. Prendere le distanze dal caso Eluana è, il maestro di Bobbio lo sa, una battaglia praticamente persa in partenza con i giornalisti che "si sono messi in testa questa cosa". E non solo i giornalisti, visto che, secondo Anica, esponenti del Pd e altri, la chiusura della Film Commission del Friuli Venezia Giulia sarebbe una ritorsione della giunta Pdl pressata dalla Lega Nord per aver dato finanziamenti al film (330 mila euro).
"Io sono stato molto colpito, proprio coinvolto emozionalmente, direi sconvolto dal caso di Eluana. La mia è una posizione laica", ha aggiunto. Sono ormai passati tre anni dalla morte di Eluana Englaro a Udine a seguito dell'interruzione di alimentazione e idratazione artificiali, dopo 17 anni di stato vegetativo. Fu un dramma non solo personale della famiglia Englaro ma dell'Italia intera, quasi spaccata in due sia politicamente che eticamente, contrapponendo un paese laico a uno cattolico che rifiutava il fine vita con l'interruzione della nutrizione forzata. Bellocchio aveva parlato durante la preparazione del film, scritto da Stefano Rulli e Veronica Raimo, con Beppino Englaro ricevendone approvazione. Tutto si svolge in un breve tempo, sei giorni, dal 3 al 9 febbraio 2009, gli ultimi di Eluana quando fu trasferita da Lecco a Udine, avendo trovato nella villa La quiete la clinica disposta a interrompere la vita.
Le uniche immagini viste finora del film, alla presentazione del listino 01 e agli esercenti riuniti a Riccione per le Giornate professionali del cinema, mostrano scene di grande intensità, tra donne in preghiera o in preda alla disperazione. Maya Sansa, Piergiorgio Bellocchio, Toni Servillo, Isabelle Huppert, Alba Rohrwacher, Michele Riondino, Brenno Placido, Gianmarco Tognazzi e Fabrizio Falco sono gli attori principali del film prodotto da Cattleya con Rai Cinema, in sala da 01 dal 7 settembre. Tra le curiosità: la fotografia è di Daniele Ciprì, con ogni probabilità atteso anche lui a Venezia con l'esordio 'solistico' senza Franco Maresco alla regia di E' stato il figlio con Toni Servillo. In un'intervista al Fatto quotidiano di qualche giorno fa Beppino Englaro afferma di non aver visto il film: "Eluana per noi è il sorriso della vita. Mi è bastato incontrare Marco Bellocchio per capire il livello con cui si sarebbe occupato di questo tema di confine. La storia di Eluana è una situazione di confine tra la vita e la morte che una certa medicina crea alle persone. La politica su temi come la nostra vicenda non ha capito di aver oltrepassato il confine di tolleranza".








