Percorso:ANSA.it > Spettacolo > News

Garrone tra i grandi, presto nuovo film

La notte magica di Matteo, in fila per Haneke e Loach

28 maggio, 19:20
Matteo Garrone
Matteo Garrone
Garrone tra i grandi, presto nuovo film

dell'inviata Alessandra Magliaro

CANNES - "Non ci metterò altri quattro anni", Matteo Garrone felice, sorrisone largo, festeggia il Grand prix al Festival di Cannes. E' un momento di ebbrezza e vuole fare una promessa a se stesso, ora che alla festa di chiusura del 65/mo lo vanno a salutare gli altri premiati ed è al banchetto dei 'grandi'. Ha appena vinto il secondo premio del palmares, lo stesso avuto nel 2008 con Gomorra, "ma stavolta davvero non me lo aspettavo, quando durante la serata erano rimasti solo due premi da assegnare, il Grand Prix e la Palma d'Oro, ho tremato. Se l'avessi vinta mi sarebbe sembrato di rubare qualcosa. Lì sì che sarei stato fischiato. Sapevo che Amour di Haneke meritava di più, è giusto così". La promessa che si fa è non restare intrappolato come con Gomorra, una storia così potente da lasciarlo spossato (del resto Roberto Saviano ha vissuto in qualche modo un'esperienza simile) alla ricerca di idee altrettanto forti per quattro anni. "Mi metto presto a lavoro", dice mentre il direttore di Cannes, Thierry Fremaux, si avvicina per complimentarsi ancora. I presunti retroscena del premio, che vorrebbero un riconoscimento 'garantito' per Garrone da parte dell'amico Moretti, presidente di giuria, deciso sin dall'inizio, si insinuano malignamente tra una tartina e l'altra. "Sono tornato venerdì. Avevo degli appuntamenti e poi sono rimasto, ho pensato 'se mi chiamano sono gia' quà", dice Garrone, in smoking e con la pergamena del premio in mano. Ed ha appena sentito Aniello Arena, il protagonista di Reality, ergastolano ormai attore, 'e' in permesso premio, sta a Roma con la fidanzata". E' c'é da telefonare anche agli altri attori, Loredana Simioli, Nunzia Schiano, Nando Paone.

Restare e sperare é stata la strategia propiziatoria. Del resto la stessa di Haneke, avvistabile regolarmente sulla croisette. In tanti vogliono stringere la mano al regista austriaco Palma d'Oro. I suoi attori anzianissimi, Trintignant e Emanuelle Riva non ci sono a tirare tardi all'Agorà. Per parlare con Ken Loach c'é invece proprio la fila: anche se alla cena si conoscono tutti, l'occasione per salutare l'adorabile settantacinquenne inglese con il cuore che ha ancora spazio per le utopie, è da cogliere. "Quando sei un personaggio noto e hai la possibilità di stare su un palcoscenico a far sentire la tua voce puoi sfruttare il momento e dire qualcosa che non sia solo un grazie ai parenti, per questo ho voluto avere un pensiero di solidarietà a chi arranca con la crisi tutti i giorni", dice alla cronista. Garrone gli va incontro, subito dopo è il regista italiano ad essere fermato: il romeno Cristian Mungiu vuole stringergli la mano a tutti i costi. Un bel gesto da parte di chi era tra i favoriti e ha ricevuto due premi (la sceneggiatura e le attrici per Behind the hills). Poi arriva Nastassja Kinski, che vuole salutare affettuosamente Garrone. Poco più in là, in coda per lo zucchero filato, due belli: il danese Mads Mikkelsen, presunto pedofilo per Vinterberg, premiato per The Hunt, saluta Jean-The artist-Du Jardin, un anno fa era lui a festeggiare qui. Ma la storia che Moretti non avrebbe mai premiato Haneke perché non sopporta il suo film Funny Games di molti anni fa? Fremaux si fa una risata e infatti, dice ironico alla cronista, é stato così gentile da offrirgli una Palma d'Oro". C'é con lui Michelle Hazanavicius, Oscar per The Artist, in versione accompagnatore: la star della serata è la moglie attrice Berenice Bejo, madrina di Cannes '65. Diane Kruger si e' messa comoda, ha tolto l'ingombrante abito gonfio da madrina con cui ha fatto la Montee de Marches sotto il diluvio ed è il lunghissimo abito lungo beige nero, tresh chic. E Moretti? Il presidente della giuria se l'é squagliata presto, fedele alla linea no cene no party, aveva stamattina l'aereo delle 11 pieno di giornalisti al rientro. Dribblati tutti alla grande.

dell'inviata Alessandra Magliaro

L'emozione timida di Matteo Garrone, la freddezza della Palma d'oro Michael Haneke vicino alla tenerezza del suo attore Jean Luis Trintignant tornato al cinema a 81 anni, la felicità esplosa dell'attore danese Mads Mikkelsen, la soddisfazione contenuta del 'vincitore morale' del doppiamente premiato romeno Cristian Mungiu (sceneggiatura e attrici), il 'solidale' Ken Loach. Nella notte che ha ridato la carica al cinema italiano, trascinando tutti a tifare Matteo Garrone sin dal pomeriggio quando si erano sparse le voci di un possibile premio per lui, ecco le cose che rimarranno della serata del Palmares del festival di Cannes che ha festeggiato la 65/ma edizione. Garrone che, sulla Montee des Marches, accompagnato dalla moglie Nunzia, era sorridente e felice come un bambino, una volta sul palcoscenico davanti alla gigantesca platea del Grand Theatre Lumiere nel ricevere il Grand Prix, il secondo premio per importanza nel verdetto, per lui il bis dopo l'exploit del 2008 con Gomorra, bloccato dall'emozione non ha saputo dire che pochissime parole in italiano, riconducibili alla parola grazie, mentre dalla sala si è sentito pure qualche fischio tra gli applausi. C'é da dire che la suspence per lui era fortissima tra gli italiani qui a Cannes: man mano che venivano assegnati gli altri premi, più in basso nella piramide del Palmares, parallelamente crescevano le aspettative per Reality, la dark comedy su un pescivendolo napoletano (l'attore-ergastolano Aniello Arena) che si mette in testa di entrare a tutti i costi come concorrente del Grande Fratello diventando praticamente pazzo, venduta in tutto il mondo, America compresa (in Italia uscirà il 28 settembre da 01). Un'esclusione in crescendo da cardiopalma, evidentemente anche per Garrone. Dopo di lui, la Palma d'oro, il momento più emozionante. Il regista austriaco, 'adottato' dai francesi, Michael Haneke, tra gli habitué del festival diretto da Thierry Fremaux era qui per la decima volta: il suo film Amour, storia cupissima di due anziani coniugi - Trintignant ed Riva - alle prese con l'aggravarsi della malattia, era il favorito in ogni sondaggio (ma anche, secondo una specie di leggenda metropolitana, osteggiato dal presidente della giuria Nanni Moretti).

A Cannes però il Palmares è davvero una sorpresa della serata. Una volta annunciata da Moretti la Palma d'oro, il 'freddo' Haneke é salito sul palco ricevendo un lunghissimo applauso, "sono intimidito da questa sala, ringrazio Fremaux per avermi permesso di essere in questa competizione prestigiosa", poi ha chiamato accanto a lui i suoi attori nonnetti: Emmanuelle Riva, classe 1927 e un film di Resnais nella storia del cinema (Hiroshima mon amour) e la leggenda Jean Louis Trintignant, classe 1930, tornato al cinema dal '98, dopo anni di teatro e di dramma familiare (la morte violenta della figlia Marie). Trintignant commosso ha cominciato a ringraziare, anzi a ''dividere il premio con il regista Haneke, il più grande vivente, Emmanuelle, Isabelle (Huppert ndr) e poi anche con la mia metà che mi ha dato l'esempio per interpretare meglio questo film". Tenero Trintignant, tenerissime le due giovani protagoniste di Mungiu: Cristina Flutur e Cosmina Stratan, che hanno avuto la meglio sulla blasonata Kidman di The Paperboy e sulla coraggiosa austriaca in cerca di toy boy in Kenia di Paradise: Love, entrambe bravissime nella parte di un amore omosessuale appena accennato e in contrasto satanico con l'amore per Dio. Mads Mikkelsen, cui la comunità danese non perdona la voce di essere un pedofilo fino alle estreme conseguenze nel bel film di Thomas Vinterberg The Hunt, era incontenibile per la soddisfazione del premio come migliore attore e per lui dalla sala un lunghissimo applauso di approvazione. Dopo il premio al migliore regista, il messicano Reygadas di Post Tenebras Lux (il Messico e il Sudamerica sono oggi la cinematografia più vivace, secondo quanto emerge da Cannes 65), quello della giuria, il quarto per importanza: è, meritatamente, per The Angels' Share di Ken Loach. "Per me il cinema è anche solidarietà con tutti quelli che difficilmente resistono all'austerità economica di questi tempi", ha detto l'ultimo comunista applaudito con una storia di rinascita di un giovane delinquente di Glasgow, in alcuni momenti perfino comica. La serata, condotta da Berenice Bejo, ha visto tra gli altri alternarsi per consegnare i premi Alec Baldwin, Nastassja Kinski, Adrien Brody, Audrey Tatou, Gong Li.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Top News

    • 13:09
    • 09 apr
    • ROMA

    Fecondazione eterologa, cade il divieto

    La Corte Costituzionale lo hanno dichiarato illegittimo
    • 12:09
    • 09 apr
    • MILANO

    Intesa paga 294 mln 'tassa Bankitalia'

    Segue Unicredit (196), ma su parametri patrimoniali impatto soft
    • 11:40
    • 09 apr
    • VATICANO

    Papa: tacciano le armi in Siria

    Dolore per assassinio gesuita Van der Lugt e per vittime guerra
    • 10:43
    • 09 apr
    • MILANO

    Garlasco: mamma Rita, ho ancora fiducia

    E' cominciato il processo d'appello bis, Stasi è in aula
    • 09:03
    • 09 apr
    • MILANO

    Borsa: Milano apre in rialzo, +0,24%

    Identico aumento per l'indice Ftse All share
    • 09:00
    • 09 apr
    • ROMA

    Immigrazione: Alfano,un morto su barcone

    Continuano sbarchi, 4.000 migranti soccorsi in ultime 48 ore
    • 07:01
    • 09 apr
    • ROMA

    Mafia, colpo a cosche in E-R

    Operazione cc regione e Crotone,13 ordinanze,sequestro da 13 mln
    • 06:36
    • 09 apr
    • ISLAMABAD

    Pakistan:bomba a mercato,almeno 15 morti

    Ordigno ad alto potenziale in zona controllata forze sicurezza
    • 01:05
    • 09 apr
    • ROMA

    Immigrazione: Alfano, è allarme sbarchi

    Non bastano 80 mln Ue per Frontex. Def grazie a nostra azione
    • 00:23
    • 09 apr
    • NEW YORK

    Australia e Svezia, paradisi per giovani

    Secondo studio Usa. Italia fuori da classifica prime 30 nazioni