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INTERVISTA Riondino? Montalbano sono

22 febbraio, 15:18
Il cast delle nuova serie dedicata al commissario Montalbano. Da sinistra, l'attore Fabrizio Pizzuto, il regista Gianluca Tavarelli, l'attore Michele Riondino, lo scrittore Andrea Camilleri, e gli attori Alessio Vassallo e Beniamino Marcone
Il cast delle nuova serie dedicata al commissario Montalbano. Da sinistra, l'attore Fabrizio Pizzuto, il regista Gianluca Tavarelli, l'attore Michele Riondino, lo scrittore Andrea Camilleri, e gli attori Alessio Vassallo e Beniamino Marcone
INTERVISTA Riondino? Montalbano sono

(di Nicoletta Tamberlich)

"Ho cercato accuratamente di evitare l'idea dell'eroe senza paura e senza ombre. Spero che il pubblico apprezzi e soprattutto si lasci coinvolgere senza notare che a Montalbano sono cresciuti barba e capelli". Michele Riondino, classe 1979, originario di Taranto, sul set in questi giorni a Udine del film di Marco Bellocchio 'Bella addormentata' ispirato alla storia di Eluana Englaro, in una conversazione con l'ANSA parla della nuova e attesissima serie in sei film in onda in prima serata da giovedì 23 febbraio su Rai1. Prodotta da Rai Fiction e Palomar, attinge ancora una volta ai celebri racconti di Andrea Camilleri e lo vede nei panni del commissario reso celebre in tv da Luca Zingaretti da cui dice di aver avuto la "benedizione". Montalbano è il fiore all'occhiello Rai, fa ascolti ogni volta da finale di campionato di calcio, è riuscito a vincere le prime serate sempre, repliche comprese.

Ma i confronti saranno inevitabili. Operazione più unica che rara, la fiction va indietro nel tempo, nel prequel racconta il commissario vent'anni prima: chi era prima di arrivare a Vigata, aveva già quel carattere? Come ha conosciuto Fazio, Mimì Augello e Catarella? E Livia quando l'ha incontrata? Come ha scoperto la famosa casa di Marinella con la terrazza affacciata sul mare? Riondino, che presta il volto al giovane poliziotto, ammette d'aver avuto qualche difficoltà ad assumersi la responsabilità di confrontarsi col personaggio, anche se non teme confronti: "All'inizio non ero convinto affatto, mi sembrava un'operazione furba. Poi ho incontrato Camilleri che per me è sempre stato un guru anche a teatro e ho letto anche i romanzi che mi erano sfuggiti. E' stata anche la Sicilia raccontata in quel modo a conquistarmi. La immaginavo piena di colori, sapori, fascino. Così come mi era capitato con quei film che la raccontano e che tanto ho amato, solo per citarne uno Todo Modo di Elio Petri".

Detto questo Riondino tiene a far notare: "abbiamo dovuto confrontarci con una corazzata, è vero. Mi auguro però che il pubblico trovi delle similitudini e degli elementi di coerenza. Abbiamo voluto attenerci ancor di più ai racconti, con l'intenzione di evitare un clone del Montalbano interpretato dal sublime Zingaretti. Chi ama questo commissario potrà ritrovare tutti gli elementi, ma anche originale". Insomma, "un siciliano più estremo del solito e più attinente ai romanzi, insolente per necessità. Montalbano è timido, introverso e ha difficoltà a relazionarsi. Ma è un poliziotto dal fiuto raffinatissimo". L'attore, dalla bella faccia e dallo sguardo penetrante, sarà così un Montalbano solitario e appassionato, folgorato dalla bionda Livia (Sarah Felberbaum), così diversa dalla fidanzata Mery (Katia Greco) giovane insegnante che sogna l'altare. "Montalbano ama la bellezza, non passa all'azione, aspetta che sia la donna a farlo". Ma aggiunge: "Non ci limiteremo a mostrare le storie giovanili dei personaggì". E il regista Tavarelli spiega: "Qui raccontiamo un Montalbano 'figlio', sia nel difficile rapporto con il padre, rapporto che si nutre di silenzi imbarazzati, sia nel rapporto professionale che ha con il commissario del paese di montagna in cui si fa le ossa, da cui ha imparato tutto".

Riondino è sul set del film di Bellocchio 'La Bella Addormentata'. Tra i protagonisti anche Alba Rohrwacher, Toni Servillo e Piergiorgio Bellocchio. Del film l'attore confessa "di non poter rivelare nulla". Ma sulla vicenda di Eluana Englaro, che ha sollevato un acceso dibattito sul fine vita, suscitando polemiche che hanno investito anche la pellicola in lavorazione, osserva: "Io non sono credente, ma ho rispetto per chi ha il dono della fede. Sono stato educato in maniera cattolica, e quello che so è che Dio ci ha concesso il libero arbitrio". Riondino lo vedremo in ben tre film: Acciaio di Stefano Mordini tratto dal romanzo di Silvia Avallone, Henry di Alessandro Piva e gli Sfiorati di Matteo Rovere. (ANSA).

 

 

 

 

 

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