Franco Nero, 70 anni per un attore poco italiano
L'artista: 'Lavoro piu' all'estero, ma mi diverto lo stesso'
22 novembre, 14:02Correlati
Di Francesco Gallo
Franco Nero (Francesco Sparanero), l'attore meno italiano che ci sia, compie i settanta il 23 novembre, ma non se li sente affatto. Anzi - raggiunto telefonicamente dall'ANSA - non accetta neppure gli si ricordi la ricorrenza. Alla fine pero' si lascia andare a un'intervista in cui parla della sua vita, dei suoi progetti e dei suoi tanti film girati prevalentemente all'estero: oltre 190. ''In Italia a una certa eta' non si lavora piu' - dice polemicamente -. Non e' come negli Usa dove personaggi come Al Pacino, Sean Connery e Anthony Hopkins continuano a stare sul set. Da noi e' stato sempre diverso. Mi ricordo, ad esempio, che Mastroianni a 73 anni mi diceva che ormai non lo chiamavano piu'''.
Il fatto che sia uno dei pochi attori italiani a lavorare all'estero Franco Nero se lo spiega invece cosi': ''Forse questa cosa deriva dal mio tipo di recitazione che non e' mai stata dialettale e anche dal mio fisico un po' americano. Cosi', non a caso, ho interpretato nella mia carriera trenta nazionalita' diverse, una cosa che ho potuto fare anche perche' parlo piu' lingue''. Comunque, quello di lavorare all'estero piu' che in Italia sembra per lui una vera maledizione:''e' davvero bizzarro - dice -. Uno degli ultimi film da me girati, l''Ultimo alchimista' di Michele Massari, e' stato paradossalmente fatto a San Marino''. Sul fatto poi che dimostra molto meno della sua eta', dice con un certo orgoglio l'attore nato a San Prospero Parmense il 23 novembre 1941 e che ha avuto come compagna Vanessa Redgrave: ''in miei due recenti film come quello di Pasquale Squitieri, 'Father', interpreto un 50enne e, in 'Mineurs', di Fulvio Wetzl un 45enne. Il fatto e' che mi tengo in forma giocando a pallone e a tennis e non bevendo quasi mai'''.
Cinema italiano? ''Magari si facessero ancora le commedie di Risi e Comencini. In Italia ormai si fanno solo lungometraggi comici per il grande pubblico e se uno va da un produttore con una buona sceneggiatura - oggi piu' che produttori ci sono solo funzionari tv - neppure la leggono. Cosi' i registi italiani piu' attivi alla fine vanno a fare i film all'estero, mentre i Pontecorvo e i Fellini di una volta facevano i loro film in Italia''. Un ruolo mai fatto nella sua lunga carriera? ''Il direttore d'orchestra. Mi e' capitato tanto tempo fa, quando mi avevano proposto di interpretare Strauss, ma dovevo girare per ben 14 settimane nella Berlino Est degli anni '80, e cosi avevo chiesto di portare un piccolo staff di persone anche per farmi compagnia e giocare a briscola, ma non mi fu concesso. Altro ruolo desiderato era il boxeur, me lo aveva proposto Elio Petri, ma poi non se n'e' fatto nulla perche' diceva che i film sulla box non andavano mai bene. Mi sarebbe piaciuto fare anche il ballerino, ma quello l'ha fatto un po' in Rodolfo Valentino''. Nell'immediato futuro di Franco Nero diventato famoso nel 1965 ruolo di Abele in 'La Bibbia' di John Houston e poi con film dal sapore politico (Il giorno della civetta, Il delitto Matteotti e Marcia trionfale) come con i western all'italiana: ''Tarantino mi ha chiesto - dice - di fare un cameo nel suo ultimo film 'Django unchained' con Leonardo DiCaprio e lui dovrebbe poi fare a sua volta una parte nel mio film''.








