Tolto divieto film Comencini, produzione plaude
Era stato proibito ai minori di 14 anni
27 ottobre, 22:02
ROMA - Uscira' venerdi' senza divieti Quando la notte, il film di Cristina Comencini con protagonisti Claudia Pandolfi e Filippo Timi, che ieri era stato proibito ai minori di 14 anni dalla VII commissione di revisione cinematografica. La II commissione ha accolto infatti l'appello urgente presentato dalla Cattleya, che ha prodotto il film. Nella storia, una giovane madre (Pandolfi) e' sola per un mese in montagna nell'ultima isolata casa del paese, con il figlio Marco di due anni che piange in continuazione, che la fa disperare e anche una sera perdere le staffe (il bambino batte la testa e a salvarlo e' il rude montanaro Timi).
Lo stop al film, che sara' distribuito da 01 in circa 160 copie, era stato motivato con la violenza ''inquietante'' della madre sul bambino'' in quanto ''madre normale che, spinta dallo stress, diventa violenta verso il figlio pur non volendolo. Si ritiene che il vuoto della volonta' di una madre normale ingenera inquietudine nei minori di anni 14''. Una decisione accolta con sorpresa e amarezza dalla regista, dal produttore Riccardo Tozzi e dagli interpreti.
''E' inaccettabile'', aveva detto ieri la Comencini, ''questa motivazione che vuole nascondere la realta' dei sentimenti profondi delle madri verso i loro figli. Lo stesso uso dell'aggettivo 'normale' e' un'offesa per tutte le donne. Ogni donna che ama suo figlio conosce e vuole raccontare la realta' di questo sentimento. Rifiutiamo la motivazione per ragioni artistiche, etiche e sociali. Il film e' importante anche e soprattutto per i giovani che un domani saranno genitori''.
Tozzi, marito della Comencini e presidente dell'Anica, aveva parlato di 'resistenza culturale'' a certi temi. ''E' un sistema di censura insensato perche' lascia il campo a discriminazioni inaccettabili''. Sdegnata anche la reazione degli attori. ''Questa censura e' un'offesa'', aveva detto la Pandolfi. Per Timi, ''si apre un dibattito su cosa e' normale e decente. Secondo me quello che e' davvero indecente e' non parlare di queste cose''.








