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VIDEO Fossati, decisione ritiro è 'vera e netta'

Niente concerti o duetti; 'Decadancing' chiude 40 anni carriera

04 ottobre, 13:22
Ivano Fossati
Ivano Fossati
VIDEO Fossati, decisione ritiro è 'vera e netta'

di Gioia Giudici

MILANO - Non ci saranno tour d'addio infiniti né duetti nel futuro di Ivano Fossati: il suo ritiro è una decisione "vera e netta". E' lo stesso cantautore a chiarirlo, in un incontro al Piccolo Teatro di Milano. Al centro dell'appuntamento dovevano esserci il nuovo album 'Decadancing' e il libro 'Tutto questo futuro', ma l'annuncio di ieri, inevitabilmente, spariglia tutto. "Sono stato frainteso" scherza l'artista, di bianco vestito, prima di ripetere che "il mio e ' un mestiere bello, privilegiato e amato, ma non so se da qui a 5 anni sarei in grado di aggiungere qualcosa e nel dubbio preferisco divertirmi in un altro modo''.

Perché tirarsi fuori dai meccanismi discografici non equivale a dire addio alla musica: "non è la musica che abbandono - sottolinea - voglio studiare, suonare molto, rimanere appassionato".

I giornalisti vogliono sapere, incalzano, provano a farlo cadere in contraddizione: scriverà ancora canzoni? farà duetti? si esibirà fuori dalle logiche del tour? E Fossati chiarisce punto per punto. Come autore: "se dovessi scrivere qualche canzone che merita di uscire dal cassetto, magari telefonerò a qualche amico". Come interprete: "se tra cinque anni un artista mi chiedesse un assolo di chitarra gli direi di si, ma di cantare non se parla". Come uomo da palcoscenico: "suonerò e studierò moltissimo, per me stesso. Non c'é sempre bisogno di esibirsi".

E poi, "a 80 anni solo i jazzisti e i bluesmen stanno bene su un palco". In ogni caso "basta non esagerare" perché "non mi piace l'idea di uscire dalla porta per rientrare dalla finestra". Anche perché una decisione simile non si prende in un giorno: Fossati l'ha maturata negli ultimi due-tre anni, ma l'ha resa pubblica solo ieri. E oggi, "sto benissimo" dice scherzoso, confessando di aver sempre sentito una sensazione di serenità pensando a questo momento, anche perché "la libertà dallo scrivere e dal rappresentarti ti da molti agi: finalmente puoi perdere i capelli e farti crescere la pancia senza problemi!". E più seriamente, "ora posso assaporare come novità andare in giro e vedere le cose come sono, non in maniera strumentale per poterle raccontare. Mi aspetto che sia bello e nuovo per me". Per lui lo sarà sicuramente, a noi mancheranno le sue piccole e grandi storie, come quelle di questo ultimo album 'Decadancing', che lui invita a non considerare una sorta di testamento, perché "non è autobiografico", eppure è una summa di 40 anni di carriera e di 60 di vita. Un album dal sapore gaberiano, che fin dall'ossimorico titolo invita a ballare sulla decadenza, perché "conosciamo la situazione, ma dobbiamo riuscire a sorridere e reagire". Un lavoro che racconta di gente confusa che ha perso il lavoro ('Laura e l'avveniré), di coppie borghesi che non si accorgono che il mondo è cambiato ('Un Natale borghesé), di gente che accetta uno strappo per costruirsi un futuro.

"Sono le riflessioni di chi non ha 20 anni" spiega Fossati, che pure è stato attento a chiudere l'album con 'Tutto questo futuro', "che è pieno di speranza", perché "l'importante è esserci: o ci sei o sei un fantasma. Mi è piaciuto molto - racconta - il presidente della Repubblica Napolitano quando ha detto che la politica siamo noi, da lui a noi che siamo in questa stanza". E allora "o ti lasci portare dalla corrente o ti attacchi a un ramo e io, se posso, mi salvo". Così, 'Decadancing' non nasce dal pessimismo, ma da "ciò che ho visto e che va separato dalla volontà di esserci, di vedere questo futuro e di vederlo bene perché non piove nemmeno più, come recita l'ultima strofa del disco, e quindi possiamo guardare lontano". E ai giovani che vogliono guardare lontano, Fossati consiglia di considerare la propria terra l'Europa intera. Non è un invito a scappare dal paese, ma a pensare che "le frontiere non si devono nemmeno vedere, e non solo nella musica". Anche se poi, a ben guardare, "la crisi c'é ovunque, ma negli altri paesi gli artisti continuano a fare il loro mestiere". Da noi, invece, "ci vorrebbe una lavagna" per scrivere i nomi di tutti quelli che farebbero meglio a ritirarsi, come hanno fatto lui e Vasco, e sono decisioni "meditate, che meritano rispetto". Ma che nessuno, per gli ultimi concerti, si aspetti "arrivederci e saluti", anzi, "ci divertiremo moltissimo: sarà - promette - una festa fino all'ultima sera". Anche perché Fossati non se ne va sbattendo porte o lanciando anatemi: "non mi lamento di niente, è solo che - conclude sereno - 40 anni sono tanti".

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