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Annozero, Masi: no ad arbitrato Santoro: sanzione resta sospesa

Dubbi sulla messa in onda della prossima puntata della trasmissione di Santoro

15 ottobre, 22:54
Michele Santoro
Michele Santoro
Annozero, Masi: no ad arbitrato Santoro: sanzione resta sospesa

ROMA - La battaglia finisce davanti al giudice ma giovedì Annozero andrà in onda. Michele Santoro formalizza la richiesta di arbitrato interno contro la sospensione disciplinare comminatagli dal dg, stoppandone di fatto l'esecutività. Mauro Masi va in tv a dire no alla procedura scelta dal giornalista, annunciando il ricorso alla magistratura ordinaria, e taglia corto con un "vedremo" a una domanda sulla messa in onda di Annozero.

Ma il legale di Santoro, Domenico D'Amati, non ha dubbi: "la sanzione resta sospesa" in attesa della definizione del giudizio ordinario. "Non lo diciamo noi ma la legge", ribadisce lo stesso Santoro. La mattinata si apre con il responso dell'Auditel: oltre 6,2 milioni di spettatori, pari al 23.47% di share per una puntata di Annozero sulla crisi e sull'affaire Marcegaglia-Giornale. Un risultato che regala a Santoro il record stagionale e la vittoria in prime time, consentendogli di battere anche Paolo Bonolis. Nel frattempo si moltiplicano le adesioni all'appello pro-Annozero, già diverse migliaia (compresa quella di Enrico Mentana) e dal sito del programma Michele rilancia, invitando il suo pubblico a "raccogliere anche le firme di chi non usa Internet, inviandole a annozerodevecontinuare@yahoo.it o segreteriapresidenza@rai.it".

Anche oggi si schierano con il giornalista Idv e Pd ("il problema è Masi, non Santoro", dice Paolo Gentiloni), più moderata la posizione dell'Udc ("Non mi piace Santoro, ma voglio continuare a poter dissentire da lui" dice Pier Ferdinando Casini) e perfino dal Pdl Sandro Bondi giudica "legittimo" l'appello di Santoro, pur rimarcando che il tenore di certe trasmissioni "fa solo male alla politica e alla democrazia italiana". Nel pomeriggio Masi va in tv, ospite di Gianluigi Paragone per registrare un'intervista proposta all'interno dell'Ultima parola su Raidue, rivendica con forza la scelta di sanzionare il conduttore ("Un dipendente che manda platealmente a quel paese il suo capo azienda rappresenta un caso unico al mondo che deve avere conseguenze disciplinari"), sottolinea che "la sospensione riguarda Santoro e non Annozero" e dice no all'arbitrato: "Non lo accettiamo: la Rai andrà dal giudice ordinario, perché la legge lo consente, dal momento che riteniamo di essere pienamente nel diritto". Ma il segretario Usigrai Carlo Verna gli fa notare che "da quando esistono gli accordi interni sull'arbitrato è la prima volta che la Rai non accetta la procedura prevista dalle intese con l'Usigrai".

Per Verna "é un ultimo disperato atto di arroganza di un uomo solo al comando, che è tutt'altro che Fausto Coppi". Il dg incassa però i risultati di un sondaggio Ipr Marketing, secondo il quale il 60% degli italiani giudica giusta la sospensione di Santoro ("é un dato importante", si limita a commentare) e si difende anche dalle indiscrezioni pubblicate oggi dai quotidiani, in particolare sull'esito negativo della trattativa con il giornalista per un suo esodo incentivato dall'azienda e un suo utilizzo come produttore di fiction e docufiction: "Tutte stupidaggini. E poi non so come facciano a sapere queste cose, visto che la trattativa l'abbiamo condotta io, Santoro e il cda della Rai". Masi parla anche del piano industriale, ribadendo davanti alle telecamere che "il lavoro di risanamento dei conti è avviato ed entro fine 2012 la Rai raggiungerà l'equilibrio di bilancio".

E proprio sul piano industriale convoca per giovedì prossimo una riunione con i vicedg, il top management dell'azienda e i vertici delle consociate. Un segnale probabilmente destinato alle inquietudini che i quattro vicedg stavano per esplicitare in una lettera - non più inviata - per chiedere di fare il punto sul piano industriale e di sensibilizzare tutta l'azienda sui temi della crisi. E forse anche una risposta a un'altra lettera che gli sarebbe stata invece recapitata dai tre direttori di rete, Mazza, Liofredi e Ruffini, per rivendicare un loro maggiore coinvolgimento nelle scelte editoriali e di coordinamento dell'offerta affidata al vicedg Antonio Marano.

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