'I Promessi Sposi' arrivano nella Valle dei Templi
La scenografia porta le guglie gotiche del Duomo di Milano tra i capitelli dorici
26 luglio, 19:29
AGRIGENTO - Le guglie gotiche del Duomo di Milano si stagliano sullo sfondo dei templi dorici di Agrigento. La scenografia monumentale di Luciano Ricceri - un fronte di 40 metri per un'altezza di 16 - e' la prima cosa a colpire lo spettatore. Sul gigantesco palco dove e' stato ricostruita la Cattedrale milanese tutto e' pronto per il debutto dei Promessi sposi, il musical del regista Michele Guardi' e di Pippo Flora. Lo spettacolo, che andra' in scena ad Agrigento fino al 30 luglio, e' stato presentato in conferenza stampa dai due autori che hanno curato la nuove veste musicale del romanzo di Alessandro Manzoni.
Un appuntamento atteso, dopo il successo registrato il 18 giugno scorso allo stadio di San Siro, con oltre 20mila spettatori. Guardi' e Flora, entrambi agrigentini, spiegano la scelta di portare lo spettacolo nella valle dei templi come un gesto d'amore verso la loro terra: ''Qui e' stata pensata e scritta l'opera - rivela il regista della Rai - nel corso delle vacanze estive. Il primo pezzo fu L'addio ai monti che scrivemmo di getto: io con un pezzo di carta e una penna in mano mentre Pippo accennava la musica sul suo pianoforte''. Per il compositore, amico fraterno di Guardi', si tratta della realizzazione di un sogno: ''Abbiamo lavorato a questo progetto per 12 anni - racconta Pippo Flora, 78 anni - adesso finalmente e' diventato realta'.
Vedere la scenografia del Duomo di Milano nella Valle dei templi e' un'emozione indicibile, del resto la musica e' un linguaggio universale che annulla le distanze e i dialetti''. Guardi', autore di tante trasmissioni televisive di successo, spiega che quest'ultimo spettacolo e' stata la sua piu' grande sfida. Un kolossal costato 5,4 milioni di euro, con un cast di 42 elementi, dove spiccano tra gli altri Lola Ponce, nei panni della monaca di Monza, Gio' Di Tonno, in quelli di Don Rodrigo. ''E' vero - ammette - abbiamo accettato la scommessa di raccontare in modo creativo e coraggioso questo capolavoro alle nuove generazioni coniugando cultura, spettacolo e divertimento. I risultati ci hanno dato ragione''. A Guardi' e Flora il merito di aver fatto riscoprire a giovani e meno giovani il romanzo piu' studiato a scuola, anche se non sempre il piu' amato. Un 'miracolo', come quello di portare il Duomo di Milano ad Agrigento.







